Secoli di condivisione degli spazi e delle abitudini hanno reso cane e uomo parte integrante dello stesso cammino. Una spartizione delle dinamiche quotidiane, fatta di abitudini ma anche di emozioni forti. Non a caso si crea un legame molto stretto, un sentimento reciproco che basa le sue fondamenta sull’empatia. Non solo il cane è in grado di interpretare toni vocali e gesti, anche l’uomo riesce a cogliere le sfumature espressive del muso del suo amico.

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Secondo una studio condotto dalla psicologa Dott.ssa Tina Bloom, e pubblicato sulla rivista Behavioural Processes, l’uomo è in grado di leggere le espressioni del volto di un suo simile. E la convivenza serrata con un animale d’affezione, favorisce lo stesso tipo di processo anche all’interno delle mura domestiche. La ricerca ha sottoposto il cane poliziotto Mal a stimoli continui, una sequenza di stati d’animo ripresi da una telecamera.

L’elogio ha condotto il cane a uno stato di felicità, mentre il rimprovero a una condizione di tristezza. Due esternazioni emotive sottolineate da espressioni del muso, cambi di posizione delle orecchie, un atteggiamento fisico e una postura diverse. Gli scienziati hanno seguito l’esperimento favorendo un costante ricambio emotivo, come a esempio il disgusto incentivato dall’assunzione di cibi sgradevoli. Oppure la rabbia stimolata dalla presenza di un finto aggressore.

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Le immagini della ricerca sono state mostrate a 50 persone diverse, divise in due gruppi in base alle rispettive esperienze con i cani. L’88% dei partecipanti ha riconosciuto subito lo stato emotivo della gioia, il 70% la rabbia, il 45% la paura e il 37% la tristezza. Gli stati più difficili da identificare sono stati la sorpresa e il disgusto. Secondo gli esiti finali le persone con minore dimestichezza in fatto di cani sono state quelle più abili nel sottolineare gli stati espressivi negativi.

Al contrario i possessori di cani hanno riconosciuto con facilità le espressioni positive e di gioia, condizione favorita dall’idea che il proprio cane non possa essere aggressivo. Lo studio ha però confermato un sentire molto comune tra chi vive con un cane, cioè che il dialogo tra uomo e animale si basa da sempre sull’interpretazione della mimica. Una comunicazione non verbale da sempre presente tra i due.

18 marzo 2013
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