Un salvataggio importante quello di 250 cani destinati al mercato della carne, a opera della Humane Society International che li ha strappati a un allevamento in Corea del Sud. La piazza asiatica, che coinvolge anche la Cina, è ancora molto attiva nella vendita e macellazione dei quadrupedi. Una pratica barbara, crudele che converge nel festival cinese di Yulin del 21 giugno. L’appuntamento rituale, nonostante promesse e divieti, viene ancora celebrato e porterà alla morte di più di 10 milioni di cani.

L’associazione Humane Society International è molto presente sul campo e da anni si occupa di trarre in salvo molti cani, strappandoli a morte certa. Dei 250 esemplari recuperati recentemente da un allevamento a Wonju, in Corea del Sud, una mezza dozzina ha già raggiunto Dallas, in USA. Saranno ospitati dalla SPCA del Texas per alcuni controlli di rito e cure mediche, così da intraprendere un percorso verso l’adozione. Tutti gli altri animali sono comunque ospiti di rifugi e strutture collegate all’associazione, in attesa di raggiungere gli Stati Uniti per una vita più dignitosa. La HSI ha collaborato con il proprietario dell’allevamento perché interrompesse questa produzione, abbandonando per sempre la produzione di carne di cane. Dopo avergli fatto firmare un contratto che attestasse questa scelta, l’uomo ora si sta concentrando sulla sua nuova attività legata ai rottami di metallo.

Nonostante le petizioni internazionali, il lavoro degli attivisti, le richieste ai governatori delle nazioni dove questo mercato è più florido, la produzione di carne di cane è ancora operativa. Una tradizione che trova ancora molti sostenitori interessati all’acquisto e alla degustazione di quello che è socialmente considerato un animale di affezione. Gli esemplari spesso vivono in condizioni drammatiche, solitamente rubati dalle strade o dalle abitazioni, quindi stipati in gabbie di metallo. Se sopravvivono al duro viaggio raggiungono, strutture e macelli clandestini dove trovano tristemente la morte, generalmente scuoiati vivi e in preda al dolore.

13 giugno 2016
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pintobgiosue, lunedì 13 giugno 2016 alle20:23 ha scritto: rispondi »

Esistono ancora nostri del genere? Bisogna fermarli subito

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