Cani rubati ai legittimi proprietari per poi essere rivenduti, soprattutto se cuccioli o di razze particolarmente richieste. È l’ultima e preoccupante tendenza negli Stati Uniti: il cosiddetto dog flipping, il commercio illegale di quadrupedi sottratti alle loro famiglie d’origine. La pratica ha preso piede con la diffusione della Rete, dove molti malintenzionati possono approfittare di siti d’annunci per agire indisturbati. Un trend monitorato sin dal 2008 dall’American Kennel Club, con cifre di anno in anno preoccupanti.

Il disegno criminale è molto semplice da comprendere, nonché particolarmente fruttuoso per i malintenzionati. I cani vengono rubati ai legittimi proprietari, spesso poiché sottratti dai giardini delle abitazioni o presi con la forza durante la quotidiana passeggiata, per apparire qualche ora dopo sui siti d’annunci. La transazione in genere avviene in breve tempo, molto prima che possa destare sospetti, poiché gli animali sono proposti a un prezzo generalmente inferiore della media di razza, attirando così molti ignari acquirenti. Solamente nel 2014 per 637 cani sarebbero stati rubati, un incremento del 4,5% su base annua, per poi subire lo stesso destino di vendita. Così spiega Tom Sharp, CEO di American Kennel Club:

Il dog flipping è un’esperienza orribile per il cane. Lo sottrae dall’amore della sua famiglia per finire con un estraneo.

Il Pit Bull è la razza più soggetta a questo tipo di abuso, seguiti da Yorkshire Terrier, Chihuahua, Shih-Tzu e Pastore Tedesco. L’unico modo per sperare di ridurre il fenomeno, è quello di abbattere la domanda: è consigliato accogliere in casa animali recuperati da rifugi o canili e, qualora proprio non si volesse rinunciare a una razza specifica, rivolgersi unicamente ad allevatori certificati. Per evitare di essere soggetti a furti, invece, bisogna evitare di lasciare il cane incustodito in giardino, quindi ridurre le possibilità che il quadrupede si possa aggirare libero e senza guinzaglio superati i confini della propria abitazione.

21 luglio 2015
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