Cani per proteggere i rinoceronti del Kenya dai bracconieri

Il bracconaggio di specie protette in Africa non subisce battute d’arresto, nonostante i numerosi interventi dei governi locali e delle associazioni internazionali. Ma dove non arriva l’uomo, dove la tecnologia GPS non può fare nulla, potrebbero arrivare i cani: in Kenya saranno proprio gli amici a quattro zampe a proteggere i rinoceronti dai cacciatori di frodo.

L’Ol Pejeta Conservancy è la più grande riserva dell’Africa orientale per la salvaguardia del rinoceronte nero. Nonostante l’importanza del luogo, nonché le numerose iniziative di controllo e monitoraggio del territorio, i bracconieri non rinunciano all’uccisione di una specie animale a rischio. Una nuova sperimentazione sul campo, però, promette di ridurre ai minimi termini questa pratica illegale: a scovare i malintenzionati ci penseranno dei cani militari.

Possono cercare, inseguire e attaccare.

Con queste poche parole spiega il progetto Daryll Pleasants, ex istruttore di cani per l’esercito britannico. Finita la sua carriera militare, l’uomo ha deciso di prestarsi volontariamente all’addestramento di un’unità canina per la difesa del rinoceronte, animale cacciato perché le sue corna possono valere sul mercato anche 300.000 euro.

Il training è di altissimo livello: i cani perlustreranno il territorio in cerca di carcasse di rinoceronte o di altri oggetti connessi alla caccia di frodo, dopodiché inizieranno ad annusare le tracce fino a giungere in prossimità dei bracconieri, per poi attaccarli. Gli esemplari, addestrati senza metodi violenti in speciali strutture per l’agility modificate ad hoc, non subiscono alcuna forma di pressione psicologica all’azione, perché vivrebbero l’intero processo come un gioco. Tra le razze prescelte, un gran numero di cani da Pastore Belga Malinois:

Sono molto agili, tenaci ma anche molto intelligenti. La ragione per cui ricorriamo a questi cani è perché sono completamente avvicinabili.

I cani, allenati con il classico sistema dell’esercizio-ricompensa, possono correre a una velocità di 20 chilometri orari e, a differenza di altri metodi come i fuoristrada, possono raggiungere l’obiettivo senza farsi scoprire. Non solo addestramento, ma anche tecnologia: considerato come i bracconieri siano normalmente armati fino ai denti, i quattro zampe indossano una speciale tuta resistente ai proiettili, così come una videocamera apposita e leggera sul capo, affinché possano essere monitorati da remoto anche con un sistema GPS.

11 aprile 2014
Fonte:
PRI
I vostri commenti
ilari, mercoledì 26 novembre 2014 alle10:48 ha scritto: rispondi »

Im parate come si fa a vivere dagli animali,l'essere umano e'solo spregievole ignorante basta che abbia arroganza e pensa di avere conquistato il monndo, e ppensare che se non ci fossero gli animali non esisterebbe neanche l'uomo forse sarebbe stato un bene

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