Emergono sulle pagine di cronaca dei preoccupanti casi di insensibilità verso gli animali anche in una città cosmopolita come Milano, ancora lontana dall’essere la punta d’eccellenza italiana in fatto di protezione degli amici a quattro zampe. E nell’occhio del ciclone ci finiscono i taxisti, accusati di non rispettare i cani nonostante nulla vieti loro di farlo.

A riportare la preoccupante situazione è il Corriere della Sera, che racconta le vicissitudini di due donne, costrette ad attraversare la città a piedi per aver ricevuto troppi dinieghi da parte dei taxisti. Sebbene i regolamenti delle società di trasporto non vietino cani in autovettura, o comunque ne impongano comprensibili regole come museruola o trasportino, spetta infatti al taxista la decisione di accettare o meno un animale a bordo.

E così Mariella, sbarcata a Milano con bimbi e barboncino al seguito all’aeroporto di Linate, si è trovata impossibilitata a prendere un taxi. I conducenti hanno rifiutato in massa la salita a bordo del cane, nonostante fosse non solo innocuo, ma chiuso nella sua apposita gabbietta. E la scusa è sempre quella: “attenda la prossima corsa”. Corsa che, però, non è mai avvenuta.

Peggiore, invece, la vicenda capitata a un’anziana nei pressi di Piazzale Risorgimento, dopo una visita all’ambulatorio veterinario della zona. La donna si era recata presso la struttura per delle cure urgenti per il suo cagnolino anziano e, salvato l’animale da condizioni di pericolo, si è ritrovata suo malgrado sotto le piogge scroscianti portate da Poppea. Nessun taxista ha acconsentito al trasporto dell’animale e così, dopo ben sei rifiuti e data l’assenza di mezzi pubblici vista l’ora tarda, alla donna non è rimasto che abbracciare il cucciolo e attraversare la città sotto acqua e fulmini.

6 settembre 2012
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