La compagnia di un cane può rendere l’infanzia decisamente più piacevole: bambini e quadrupedi stringono un’immediata sintonia, per tanti anni di gioco e avventure insieme. Di recente, è stato scoperto come la presenza di un amico a quattro zampe sin dai primi mesi di vita possa ridurre il rischio di allergie e di asma, per un effetto protettivo che dura per l’intera vita. Ora una nuova ricerca dimostra come questo risultato sia valido anche per l’eczema, un fastidioso e poco piacevole disturbo della pelle.

Lo studio in questione è stato presentato presso il meeting annuale, tenutosi in questi giorni a Boston, dell’American College of Allergy, Asthma and Immunology (ACAII). L’equipe condotta dal ricercatore Gagandeep Cheema, membro della stessa ACAII, ha voluto indagare se l’esposizione prenatale e nella prima infanzia ai cani potesse avere funzione preventiva contro l’eczema, una patologia che si manifesta con dermatiti frequenti, pelle secca e pruriginosa, problematiche nella regolazione del sebo e molto altra ancora.

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Sebbene le specifiche cause dell’eczema pare non siano state oggi ancora identificate, si suppone la risposta della pelle derivi da un’eccessiva risposta del sistema immunitario ad alcuni agenti esterni, quali allergeni e irritanti. Il team di studio ha quindi coinvolto un gruppo rappresentativo di donne in gravidanza, misurando il tempo totale di esposizione ai cani durante le settimane, partendo da almeno un’ora tutti i giorni fino alla convivenza continua. È quindi stato costituito un gruppo di controllo, con future mamme prive di interazioni con i quadrupedi, a cui è seguito un follow-up. Dai dati, è emerso come i bambini esposti agli amici animali sin dalla gestazione vedano possibilità più ridotte di manifestare eczema infantile entro l’età di 2 anni.

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Naturalmente, il disturbo può manifestarsi a seguito di differenti cause, anche fra bimbi abituati alla compagnia del cane, tuttavia le ripetizioni sembrerebbero molto ridotte. L’esposizione al manto dell’animale avrebbe perciò un effetto protettivo, presto indagato con ulteriori studi.

30 ottobre 2017
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