È comune sentire ritenere che i cani, indipendentemente dalla loro razza, possano fiutare il terrore. Tradizione vuole, infatti, che gli animali scodinzolanti siano in grado di rilevare i sentimenti di paura delle persone al loro fianco, adattando i loro comportamenti a questa emozione. Delle nuove evidenze, tuttavia, spiegano come i quadrupedi non siano in grado di fiutare i sentimenti di sconforto, bensì di identificare un particolare odore che il corpo umano potrebbe produrre nei momenti di massima allerta.

L’ipotesi arriva da alcuni studi condotti sulla cinofobia, ovvero la paura morbosa e immotivata dei cani. Si è soliti sostenere, infatti, che gli amici scodinzolanti siano in grado di percepire il timore provato dal fobico e, proprio riconoscendone l’emozione, si comporterebbero di conseguenza con altrettanto disagio. Dopo aver condotto numerose indagini sulle capacità olfattive dei cani, così come riporta il Mirror, i ricercatori potrebbero essere giunti a una possibile spiegazione: tutta colpa dell’odore che l’uomo emette nei momenti di paura. Così spiega l’utente Jim Johnston dalle pagine di Quora:

È possibile che la reazione di paura possa influire sull’equilibrio chimico umano, in un modo che sia identificabile dall’olfatto canino. Se questo è vero, i cani potrebbero imparare a riconoscerlo senza training specifico, poiché il tutto andrebbe a loro vantaggio. Comunque, dubito che al momento siano stati scientificamente isolati dei composti olfattivi specifici connessi alle reazioni di paura.

In attesa di ulteriori studi, non viene escluso possa sussistere una doppia esposizione dovuta sia agli odori che agli indizi visuali che il cane percepisce, affinché il riconoscimento del terrore sia ancora più veloce ed efficace. Quando si prova timore, infatti, l’uomo tende a irrigidirsi, a sbarrare lo sguardo e impallidire, nonché a mostrare movimenti goffi. Tutti segnali che il quadrupede potrebbe percepire come insoliti, nonché potenzialmente pericolosi, tanto da metterlo sull’attenti. Una motivazione, quest’ultima, che potrebbe davvero spiegare i fondamenti di quanto tramandato da proverbi e tradizioni sulle peculiarità degli amici a quattro zampe.

14 settembre 2016
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