L’incredibile olfatto dei cani è da anni sfruttato per i più svariati scopi, dalle azioni di salvataggio dopo catastrofi ambientali alla diagnosi precoce di alcuni tipi di tumore. Ora l’infallibile fiuto di Fido trova una nuova applicazione: l’individuazione di acque inquinate dalle attività dell’uomo. È quello che succede a Bremerton, nello stato di Washington negli Stati Uniti, dove una coppia di amici a quattro zampe ha perlustrato un piccolo specchio d’acqua.

I due cani, a servizio dell’Environmental Canine Services, stanno aiutando il distretto di salute pubblica di Kitsap nell’individuare i corsi d’acqua contaminati dall’uomo, in particolare quegli specchi dove vi è un’elevata concentrazione di residui di feci, segnale evidente di scarichi fognari illeciti o non adeguatamente sottoposti a depurazione.

Le autorità già compiono delle rilevazioni a campione delle acque, facendo analizzare delle provette ogni due anni alla ricerca di inquinanti o patogeni. Data la grande quantità di campione solitamente consegnati, i risultati necessitano di diverso tempo prima di poter essere consegnati ai responsabili, i quali dovranno poi eventualmente mettere in atto delle misure di contenzione del danno. Con l’aiuto dell’olfatto dei cani, tuttavia, questo processo diventa molto più veloce: identificando il problema alla sua origine, anziché in itinere dopo le analisi, si possono perlustrare più corsi d’acqua in meno tempo. E, a quanto pare, le rilevazioni canine sarebbero sempre confermate dall’analisi di laboratorio, a prova dell’affidabilità dei loro sviluppati sensi. Così spiega Stuart Whitford, responsabile del programma per l’identificazione dell’inquinamento delle acque:

I cani sono utili perché possono allertarci di qualcosa sul campo, quindi è per noi più veloce indagarne la fonte. I test batteriologici richiedono alcuni giorni, l’intervento del cane è immediato.

Verificare la costante salubrità delle acque è molto importante per qualsiasi agglomerato umano, quindi l’esperimento statunitense potrebbe essere presto trasferito altrove. Da torrenti, fiumi e laghi si recupera spesso l’acqua per irrigare i campi coltivati, inoltre la contaminazione potrebbe espandersi a terreni limitrofi, parchi, spiagge: il tutto a danno della salute pubblica.

10 settembre 2014
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