Si dice spesso che al cane manchi solo la parola, ma è un concetto errato perché Fido è in grado di comunicare anche senza di essa. Chi ne possiede uno conosce perfettamente il linguaggio corporeo dell’amico a quattro zampe, un dialogo che diventa sempre più serrato e forte attraverso gli anni. È un flusso ininterrotto di emozioni e sensazioni, fatto di sguardi, versi, posture e affetto.

Esistono posizioni e atteggiamenti standard per tutti cani, e questi fanno parte di un linguaggio universale atto a dichiarare le sue emozioni. Quindi sia i suoi simili che l’uomo potranno comprendere subito se il cane ha intenzioni pacifiche o aggressive, se è felice oppure triste, se vuole giocare oppure è offeso. Come dimostrato da uno studio il cane, inoltre, possiede una mimica facciale che rafforza il suo dialogo e che l’uomo è in grado di interpretare.

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I segnali di calma di sicuro rientrano tra i gesti più comprensibili e facili da captare. In particolare per chi possiede un cane da poco tempo e ha avviato con lui una comunicazione nuova e ancora da scoprire. La postura è il primo di questi segnali, se protratta in avanti tradisce tensione, al contrario di una posa più rilassata e con il baricentro spostato indietro. Il movimento appare più fluido e sereno. Inoltre un cane con atteggiamenti amichevoli mostra prima il fianco, in segno di pace e tranquillità. Per raggiungerlo è bene muoversi creando un semicerchio così da non spaventarlo.

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Il secondo segnale sono gli occhi: è bene non fissare mai lo sguardo di un cane perché potrebbe interpretare il tutto come una sfida. Se sfugge i nostri occhi dimostra sottomissione e calma. Lo stesso discorso vale per la mascella, se aperta e rilassata è una dichiarazione di tranquillità. Al contrario, come l’uomo, una bocca chiusa e contratta tradisce nervosismo. Lo stesso discorso riguarda i denti, se non appaiono a rappresentare un sorriso sono un gesto di sfida. Ma se la lingua fa capolino, magari per leccare mani e volti, è un vero segnale distensivo e di pace.

Le orecchie sono molto importanti, appartengono alla gestualità diretta e quindi appaiono come primo segnale comunicativo. È bene imparare che se troppo in avanti e diritte indicano un cane sicuro e forte, mentre troppo indietro e abbassate un animale impaurito e spaventato. Anche la coda rientra nel gruppo dei segnali, è importante comprenderne le movenze: se morbida e scodinzolante indica gioia e voglia di giocare. Se tesa e mossa a scatti segnala tensione imminente, e se tra le gambe paura e sottomissione.

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Tra gli ultimi segnali è bene osservare anche le movenze del pelo, se alto sulle spalle rappresenta sicurezza. Se alto lungo la coda e la schiena segnala paura e voglia di sembrare più forti. È tipico dei cani piccoli che utilizzano lo stratagemma per sfidare il nemico, anche se non possiedono le capacità per affrontarlo. Infine i vocalizzi, che svilupperemo in futuro, comprendono una vasta gamma di suoni ed emissioni atte a rappresentare un vero dialogo con l’uomo e il mondo esterno. Dal pianto, alla gioia, dal gioco, alla rabbia, alla sfida.

È importante interagire con il cane in modo calmo e rilassato assecondando i suoi tempi e le sue necessità. Mai costringerlo a replicare atteggiamenti che non sente suoi, oppure pose umane. Il cane è un animale complesso con un carattere ricco di sfumature, imparare a conoscerlo faciliterà un dialogo affettivo duraturo.

12 aprile 2013
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