Il randagismo in Italia segna un preoccupante trend, con una crescita rilevante di cani lasciati in completa libertà. È quanto rende noto il Sindacato italiano dei veterinari liberi professionisti (Sivelp), nel sottolineare come nel giro di due anni la quota di quadrupedi randagi sia addirittura raddoppiata. Un problema non affrontato con le giuste misure, a partire da un tasso ancora ridotto di sterilizzazioni, che genera importanti difficoltà sia a livello sociale che economico.

Stando a quanto reso noto dal sindacato, così come riporta il quotidiano La Stampa, si stimano 700.000 cani randagi in Italia. Una cifra che potrebbe essere addirittura più alta, considerata la diffusione del fenomeno. E sebbene siano aumentati dal 2015 a oggi il numero di esemplari correttamente registrati all’anagrafe canina, da 6 a 10 milioni, contestualmente è raddoppiata anche la popolazione di quadrupedi lasciati al loro destino.

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Angelo Troi, segretario nazionale del Sindacato, ha così specificato sempre dalle pagine di La Stampa:

La principale causa del randagismo è la riproduzione incontrollata e l’unico modo serio per contrastarla è la sterilizzazione.

L’elevato numero di cani randagi in circolazione genera problemi sia dal punto di vista sociale che economico, a cui si aggiungono rischi sul fronte della salute. Oltre alla necessità di opere di contenimento, tra canili e interventi di recupero, il randagismo può incrementare la diffusione di alcune infezioni canine, pronte a colpire gli animali domestici e, in alcuni casi, con conseguenze anche sull’uomo. Per questo motivo è molto importante sensibilizzare alla sterilizzazione, poiché non solo garantisce all’amico domestico una vita più serena, ma evita che in caso di smarrimento o di fuga vi sia una riproduzione incontrollata tra le fila randagie. Così spiega il sindacato:

Tra i danni causati dal randagismo non sono da trascurare la predazione degli animali al pascolo, spesso erroneamente imputata ai lupi, e i frequenti attacchi alle persone, dove il fenomeno dei cani vaganti è fuori controllo.

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Una soluzione al problema potrebbe essere la costituzione di un “contributo di solidarietà”, che richieda ai proprietari di cani non sterilizzati di versare una piccola somma annuale, affinché il comune di riferimento possa attingere a fondi e risorse sufficienti per contenere il fenomeno del randagismo.

5 ottobre 2017
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