L’amore per gli animali non ha mai sosta, neppure in vacanza. Lo sa benissimo l’inglese Emily Higgins, partita da Londra alla volta della Giamaica per una settimana di puro relax. Ma, oltre al mare cristallino e alla sabbia purissima, la donna si è imbattuta in una presenza massiccia di cani randagi. Un gruppo piuttosto affollato, solito bazzicare nei pressi del suo albergo a Montego Bay. Una condizione di disagio e sofferenza fortemente visibile, che ha colpito al cuore Emily.

Così, con il supporto di molti altri ospiti, la turista inglese ha iniziato a trattenere cibo dai pasti quotidiani, per poi fornirlo ai quadrupedi. Una svolta importante nella routine di chi vive di soli stenti. Gli animali, visibilmente spaventati e terrorizzati dalla presenza umana, hanno faticato a concedere fiducia a questo piccolo gruppo di benefattori.

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In Giamaica i cani, ma anche moltissimi altri animali di affezione e non, passano senza ritegno dalla vita casalinga alla strada. Non tutti nutrono grande interesse verso questi esemplari, che finiscono per condurre un’esistenza di sofferenza e dolore. Spesso scacciati, maltrattati, brutalizzati fino a sviluppare un forte timore verso l’uomo. Emily ha faticato per poter stabilire con loro un piccolo rapporto di amicizia: vederli stremati senza un riparo effettivo l’ha spinta spesso alle lacrime. Ma prima di ritornare a Londra, ha cercato un’associazione animalista locale e, grazie alla segnalazione di un altro turista, si è messa in contatto con The Animal House Jamaica.

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Il gruppo, fondato nel 1990 dall’inglese Maureen, è molto attivo sul posto e ha assicurato un futuro migliore a tantissimi randagi. Emily, ritornata in Inghilterra, ha aperto una raccolta fondi tramite Go Fund Me così da fornire degli utili da impiegare direttamente sul posto. The Animal House Jamaica si impegna da tempo in un percorso fatto di cura, accoglienza ma anche di educazione alla compassione. In Giamaica le normative a tutela dei randagi sono poche e quasi nulle, per questo sensibilizzare è un’arma importante. Grazie alle donazioni, molti animali ora hanno trovato una nuova casa fuori dal Paese e tanti vengono nutriti e sfamati direttamente sul posto.

26 luglio 2017
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