Cani randagi: 5 approcci per avvicinarli

Incappare in un cane randagio potrebbe non rivelarsi così impossibile, in particolare in territori dove l’abbandono è una crudele prassi quotidiana. Per il bene del quadrupede è bene agire in modo tempestivo, in particolare se il cane vive una condizione di forte disagio esistenziale. Non tutti gli avvistamenti possono risolversi positivamente, ma con un po’ di cura e iniziativa si può fare la differenza: basta approcciarsi nel modo giusto, per non spaventare il cane creando tensione.

Pazienza e attenzione

È importante avvicinare il cane con cura e attenzione, senza farlo innervosire, perché non si può conoscere il trascorso di un randagio, che potrebbe aver vissuto esperienze di forte privazione e sofferenza. Ma anche violenza e cattiveria, un disagio che può averlo reso più guardingo e spaventato tanto da voler mordere per difendersi. Non si deve forzare la situazione ma attendere che il cane si calmi, mantenendo la giusta distanza.

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Intervento e forze dell’ordine

Cane

Il primo passo da compiere è quello di chiamare le forze dell’ordine locali, quelle di competenza per legge: devono intervenire per recuperare il cane, così da effettuare la verifica della presenza del microchip. Indispensabile specificare agli agenti il luogo e la descrizione del cane, ed attenderli fino al recupero effettivo. Cercando di conquistare la fiducia del quadrupede, così che rimanga nei paraggi senza rischiare investimenti, tensioni e mangiando qualcosa al contempo.

Stallo temporaneo

Nel caso l’avvistamento avvenisse in orari notturni, quindi con centri medici e veterinari chiusi, potrebbe rivelarsi utile uno stallo casalingo momentaneo. Accogliere Fido in casa, in giardino oppure temporaneamente nel box, potrebbe garantirgli sicurezza e serenità. Non conoscendo il suo percorso di vita e clinico è bene tenerlo separato dai quadrupedi di casa, magari confinandolo in bagno solo se necessario. È la soluzione più adatta per evitare conflitti e risse tra cani magari dello stesso sesso.

Visite e controlli

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È innanzitutto necessario il controllo della presenza del microchip, grazie al lettore in possesso del veterinario, così da verificare se il cane è di proprietà, se si è smarrito o se è stato abbandonato. Nel frattempo, è bene informare la zona della presenza di Fido, tramite volantini appesi oppure con con appelli via social network. È il modo più rapido per ricongiungerlo con l’eventuale proprietario, o per intercettare notizie sul trascorso del quadrupede.

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Volontari, canile e adozione

Se il cane è randagio, si può prendere in considerazione l’ipotesi di consultare un gruppo di volontari locali che, in cambio dello stallo casalingo, potranno cercare adozione per l’amico. Se ospitarlo non è possibile allora si può chiedere supporto al canile, invece se si vuole adottare l’amico si può coinvolgere un educatore cinofilo o un comportamentista. L’esperto potrà aiutare entrambi a entrare in contatto, nel modo giusto, così da avviare il giusto percorso che potrà condurre verso la convivenza casalinga.

23 novembre 2018
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