Cani e proprietari condividono la personalità

Cani e uomo: un binomio che affonda le radici nel passato, fin dalla nascita del primo. La convivenza, dettata dalla necessità di cibarsi, ha gettato le basi per un rapporto lungo e costante. Al giorno d’oggi il cane è spesso parte attiva della famiglia e della casa, considerato membro effettivo della vita dell’essere umano. Non solo animale da guardia a protezione della dimora, ma principalmente esemplare di affezione. Molti gli studi che confermano i benefici dati dalla convivenza e dalla vicinanza reciproca. Il solo guardarsi negli occhi premette il rilascio dell’ossitocina, quello che è noto come l’ormone dell’amore. Un tipo di affetto che, per similitudini, può essere paragonato a quello tra madre e figlio.

Il cane risponde, interagisce con il proprietario captando segnali e indicazioni. Non è quindi anomalo che tra i due la sintonia sia forte e intensa, tanto da comprendersi reciprocamente. Ma la convivenza ha favorito la condivisione di molto altro, ovvero della personalità. Secondo uno studio condotto dall’Università di Vienna su 132 proprietari e sui loro cani di affezione, la risposta dell’animale è simile a quella del compagno umano. Se il proprietario è agitato anche il cane lo sarà, al contrario verrà condivisa anche un’indole serena.

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Lo studio ha misurato i livelli di cortisolo, ovvero dell’ormone dello stress a fronte di situazioni da risolvere e affrontare. La biologa ed esperta di comportamento animale Iris Schöberl, in tandem con i colleghi, ha intervistato i proprietari chiedendo di rispondere a un questionario, dove descrivere il cane e se stessi. Quindi le attitudini e le abitudini di tutti e due.

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I risultati hanno permesso di dividere il gruppo in cinque categorie differenti: persone coscienziose, nevrotiche, estroverse, gradevoli e dalla mentalità aperta. Le coppie cane e proprietario sono state testate in varie situazioni di disagio, come ad esempio camminare insieme sulle grate, oppure su superfici poco stabili e agibili. Il feedback è stato lo stesso per entrambi, mentre una seconda misurazione singola del livello di cortisolo ha permesso di confermare i dati. La convivenza favorisce la fusione delle attitudini e delle personalità, creando affinità e similitudini marcate. Un legame che supera la comunicazione verbale ma che si basa anche sull’interazione non verbale, fatta di sguardi, gesti e principalmente emozioni ed empatia.

26 giugno 2017
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