Sono presenti in quasi la totalità delle razze canine ma pressoché nessuno li degna di nota, eppure i baffi sono molto importanti per l’amico Fido. Svolgono un ruolo utile per il suo benessere e, come per i gatti, sono meglio noti come vibrisse. Possono apparire ruvidi ma non sono simili a peli o capelli umani, perché non svolgono il compito di coprire, scaldare e proteggere. Bensì comunicano con il sistema nervoso centrale attraverso i follicoli, la sensibilità degli stessi fa da messaggero direttamente con il cervello. È un dialogo importante, perché consente al cane di percepire il contatto e l’ambiente circostante. Un input necessario, un messaggio sensoriale fondamentale.

Non esistono differenze perché i baffi del cane sono tutti uguali, le uniche modifiche minimali riguardano la quantità, la lunghezza e la zona del muso dove crescono. Per quanto concerne il loro compito, possiedono un ruolo sensoriale, proprio grazie alla loro sensibilità. Una sorta di bussola naturale, di guida interiore che consente al cane di muoversi in spazi angusti e magari disordinati. Ma anche di camminare al buio o con scarsa visibilità, senza colpire oggetti, quindi nuotare in acqua segnalando all’animale quando dovrà sollevare la testa rispetto alla superficie dell’acqua. Inoltre i baffi anticipano le variazioni meteo, grazie al cambio di pressione atmosferica, suggerendo al cane anche la direzione del vento e l’arrivo di un temporale.

Le vibrisse fungono anche da termometro, infilando il muso nella ciotola l’animale avverte la temperatura del cibo. Ma servono anche per comunicare con i loro simili: la posizione degli stessi e il tipo di tensione definisce lo stato d’animo del cane. Alcuni esemplari possiedono una particolare tipologia di baffi anche intorno agli occhi, che li protegge da polvere, pulviscolo e sporcizia sollevata dal vento. Questa caratteristica è tipica dei cani con gli occhi particolarmente sporgenti, permettendo loro di comprendere anche quanto è vicino un oggetto al muso.

22 luglio 2016
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