Cani nati d’estate: maggiori rischi cardiaci secondo uno studio

I cani nati d’estate corrono un rischio maggiore di sviluppare patologie legate al cuore, rispetto ai cuccioli venuti al mondo in altri periodi dell’anno. È quanto rivela uno studio pubblicato su Scientific Reports e condotto da alcuni esperti presso la l’Università della Pennsylvania, negli Stati Uniti. A quanto pare, il rischio di soffrire di patologie cardiache aumenterebbe anche del 74%, rispetto ai valori standard dei quadrupedi, per gli esemplari nati da giugno ad agosto.

La scoperta è certamente singolare e permetterà ai ricercatori di analizzare non solo i fattori di rischio per gli amici a quattro zampe, ma anche di comprendere maggiormente quelli dell’uomo, considerando come i modelli dell’apparato cardiaco tra il cane e l’essere umano vedano delle importanti sovrapposizioni. A contribuire potrebbero essere alcuni fattori ambientali a cui i cuccioli sono sottoposti nelle prime fasi della loro esistenza, quali ad esempio l’inquinamento.

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Per analizzare la correlazione tra nascita in estate e maggiore rischio di sviluppare problemi cardiaci, gli scienziati hanno studiato delle razze che non sono geneticamente predisposte a soffrire di problematiche varie al cuore. Fra gli esemplari inclusi nello studio, l’American Staffordshire Terrier, il Border Terrier, il Bovaro delle Fiandre e molti altri ancora. Dalla ricerca, è emerso come il rischio di sviluppare patologie cardiache aumenti sensibilmente per i nati in estate, più dello 0.3-2% tipico dei quadrupedi nati in altri periodi dell’anno, a seconda delle razze. Sotto la lente d’ingrandimento dei ricercatori sono finiti i dati dell’Orthopaedic Foundation of Animals, con un totale di 129.778 cani e 253 razze differenti.

Secondo gli studiosi, la questione potrebbe essere connessa all’esposizione a inquinanti sia durante la gravidanza che nelle prime settimane di vita. Una precedente ricerca, pubblicata sul Journal of the American Medical Informatics Association, ha infatti confermato come da giugno a settembre si registrino i livelli più alti di particolato dannoso nell’aria. Ancora, sempre da precedenti studi, è emerso come esista un possibile collegamento tra l’esposizione delle madri umane proprio al particolato e l’aumento di 9 punti percentuali del rischio di fibrillazione atriale, dei dati che potrebbero quindi trovare simile corrispondenza anche nell’universo dei cani.

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Considerato come la gravidanza canina sia all’incirca di due mesi, e come la gran parte degli accoppiamenti avvenga in primavera, i ricercatori tendono quindi a ritenere sia proprio l’inalazione di sostanze inquinanti contenute nello smog a rendere più fragile l’apparato cardiaco dei cuccioli. Questo perché, come già anticipato, all’interno della ricerca non sono state incluse razze geneticamente predisposte per questo tipo di disturbo. In ogni caso, il legame in questione dovrà essere provato con ulteriori studi.

23 maggio 2018
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