Una credenza proveniente dalla tradizione popolare indica i cani meticci come animali più longevi dei puro razza. L’incrocio dei geni, l’eredità delle caratteristiche migliori di più razze congiunte e una maggiore differenziazione li renderebbero meno inclini a malattie e morte precoce. Nonostante questo sia vero per alcune razze – esistono delle malattie specifiche connesse all’albero genealogico – la saggezza delle nostre nonne rischia però questa volta di sbagliarsi.

>>Scopri le malattie ereditarie del cane

In uno studio condotto su 5 anni dall’Università della California, così come riporta il ricercatore Jarod Bell all’ultima Western Veterinary Conference, non si sono rilevate particolari differenze tra cani di razza e meticci, almeno in termini di ereditarietà delle malattie. Alcune patologie pare che abbiano la stessa diffusione in tutti i gruppi analizzati e anche le cosiddette “designer-breed”, quelle razze appositamente create per evitare la trasmissione di un gene connesso a un particolare disturbo, non parevano esenti da problematiche varie. Ci deve essere qualcosa in più, insomma, che determina la salute dell’animale oltre il suo codice genetico.

Vi è però, così come sottolineano i ricercatori, un piccolo ambito su cui lavorare, uno spiraglio per sospingere la natura a non trasmette condizioni maligne per il cane. Non si tratta di una questione di razza – se si incrocia un Labrador con il gene della displasia con un Barboncino portatore dello stesso gene, il meticcio che ne uscirà avrà ovviamente grandi chance di sviluppare la malattia – quanto di competenze acquisite negli anni. Ad esempio, è ormai noto da anni come l’incrocio tra Labrador e Barboncini possa spesso portare alla Sindrome di Addison, una deficienza corticosurrenale del Labrador, contemporanea alla displasia dell’anca, questa invece tipica del Barboncino. Non è quindi la razza pura a determinare condizioni patologiche, bensì il corredo genetico dei genitori indipendentemente dal loro gruppo di appartenenza.

>>Scopri sette malattie condivise da animali e uomini

Che fare, allora, qualora si decidesse di far accoppiare il proprio cane con esemplari di un’altra razza? Da tempo alcune cliniche veterinarie eseguono l’analisi di DNA e cromosomi, per verificare la possibilità di conseguenze poco gradite nella prole. Sottoponendosi a questo esame, che solitamente richiede solo l’estrazione di un po’ di sangue, si avrà una relativa sicurezza sull’incrocio che si andrà a creare.

Foto: White Toy Poodle | Shutterstock

6 maggio 2013
Fonte:
Lascia un commento