È un centro attrezzatissimo e all’avanguardia per la ricerca e l’analisi, in particolare nei confronti di alcune patologie anche gravi come il diabete e il cancro ovarico. Ma è un posto particolare, speciale, che si avvale del supporto importantissimo di validissimi detective: i cani. La struttura impiega energie e risorse per educare e allenare i quadrupedi all’individuazione olfattiva delle malattie, un percorso che ha inizio sin dai primi mesi di vita. Il Pen Vet Working Dog Center fornisce anche un sostegno nei confronti degli effetti dell’11 settembre, cani in grado di annusare problematiche legate all’inalazione di sostanze durante il disastro.

Il programma educativo dei cani prevede un percorso quotidiano fatto di stimoli, esercizi, giochi e cibo. L’animale viene affiancato a un educatore e addestrato perché si concentri sull’obiettivo, senza farsi distrarre da eventi collaterali o da un suo simile. L’obbedienza sin da cuccioli è fondamentale, come l’agilità e il controllo. Ogni esemplare viene sottoposto a un training olfattivo, con il tempo dovrà individuare la presenza delle cellule cancerogene presenti in alcuni campioni di plasma sanguigno. Una volta focalizzata l’attenzione e individuato l’obiettivo, l’animale potrà ricevere il meritato premio. Ad esempio una pallina di spugna che potrà inseguire vorticosamente per lo studio, giocando energicamente come tutti i suoi simili.

L’impiego dei cani nel progetto, in particolare della loro meticolosità olfattiva, potrà permettere in futuro di creare sensori nanotecnologici di grande precisione, strumenti in grado di tracciare in modo rapidissimo la presenza delle cellule cancerogene. Questo genere di ricerca, con l’impiego effettivo dei cani, è diventata fondamentale nel 2004. I ricercati hanno potuto constatare l’affidabilità dei quadrupedi nei confronti di malattie come il cancro della vescica, melanoma e tumori polmonari, al seno e alla prostata.

Da tempo invece i quadrupedi vengono utilizzati per rilevare la presenza del diabete, quindi l’arrivo delle crisi epilettiche nei malati. La scienza spera presto di trasformare in dispositivi gli studi e i risultati ottenuti, così da creare una sorta di naso elettronico preciso e perfetto come quello del cane.

12 settembre 2014
Lascia un commento