A chi vive con un cane sarà capitato di lasciare l’amico con la TV accesa, come elemento di conforto durante l’assenza casalinga: un supporto sonoro contro la solitudine, un intrattenimento vocale per l’amico a quatto zampe. Ma in molti si domandano quale tipo di relazione intercorra tra Fido e il monitor, se l’amico sia solito seguire con interesse programmi e video. Oppure se preferisca ascoltare senza osservare, per scelta o per disinteresse. La domanda che sorge spontanea è quanto il cane riesca a captare dall’immagine trasmessa dalla TV. Da questo punto di vista, la scienza non ha ancora sciolto il dubbio, ma le testimonianze in merito sono tante.

Tecnologia e alta definizione

La tecnologia è accorsa in soccorso delle necessità di Fido con l’alta definizione, che rende le immagini più fruibili e facilmente visionabili. A differenza del passato, oggi il quadrupede può contare anche sul digitale, che pone sullo stesso piano visivo sia l’uomo che il suo amico di affezione. A quanto pare anche quest’ultimo è in grado di osservare le immagini in movimento al pari del proprietario, godendo di una qualità più chiara e pulita.

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Immagini e suoni

La TV perde il suo ruolo di oggetto di arredo quando, accesa, replica movimento e suono. Il cane è in grado di riconoscere oggetti, dinamiche e rumori, per questo l’apparizione di un suo simile desterà in lui una reazione. I più attenti sono gli esemplari che utilizzano la vista come senso principale, mentre quelli soliti sfruttare l’olfatto potrebbero voltare le spalle al monitor o non mostrare interesse. Il discorso decade se la TV rimane accesa tutto il giorno, divenendo parte integrante della routine quotidiana e quindi non più fonte di stimoli.

Attenzione e sicurezza

Un segnale inequivocabile dell’interesse di Fido è il movimento della testa che verrà inclinata a lato al momento dell’accensione della TV, seguita da una dimostrazione di forte attenzione innanzi al programma preferito. La conferma è questa: Fido segue ciò che ama e lo conforta, lo rasserena quando è solo, ma non deve diventare un’abitudine per non trasformarlo in un pantofolaio, senza più voglia di stimoli.

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Visione

La tipologia di visione del cane è detta dicromatica: la percezione maggiore è rivolta ai colori, quali giallo e blu. E come anticipato, grazie all’alta definizione che ha abbattuto lo sfarfallio visivo di un tempo, i movimenti appaiono diretti e comprensibili. La tempistica dell’interesse è sempre molto limitata e, sulla preferenza, incide il carattere del cane stesso ma anche la scelta dell’uomo. Grazie alla forte sintonia con il proprietario spesso, il cane osserva catalizzato ciò che l’uomo sta guardando, facendo però spola tra TV e proprietario per mantenere attiva l’interazione con entrambi.

13 novembre 2017
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