Cani: grazie alle feci, salvano animali in via d’estinzione

I cani possono rappresentare una risorsa indispensabile per la salvaguardia delle specie in via d’estinzione. È quanto dimostra un nuovo studio, pronto a dimostrare come i quadrupedi domestici siano eccezionali nel rinvenire esemplari di animali a rischio, tramite il riconoscimento delle loro feci.

La ricerca, condotta dalla Monash School of Biological Sciences, ha voluto valutare l’efficacia dei cani nell’identificare la tigre quoll, un piccolo marsupiale in via d’estinzione in Australia. Questi animali sono stati ritrovati nel 2012 all’interno del Parco Nazionale del Great Otway, dopo diversi anni che risultavano scomparsi. Per monitorarne l’effettiva popolazione, in un’area estesa oltre 500 acri, si è quindi pensato di impiegare dei cani specificatamente addestrati a questo scopo.

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La prima parte dello studio, guidato da Emma Bennett, ha coinvolto sei cani, addestrati per riconoscere l’odore delle feci di questo animaletto disposte in un’area di 25 metri quadrati, tra altri profumi che avrebbero potuto distrarli. Di questi, 4 cani su sei hanno dimostrato un’affidabilità del 100% per il compito. Ora si passerà alla fase successiva, ovvero il riconoscimento di questi rifiuti fisiologici in un’area ben più ampia e ricca di vegetazione, prima di passare al lavoro sul campo vero e proprio.

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Così come spiega l’ideatrice, lo studio in questione è molto importante non solo per questo marsupiale, ma anche per tracciare le linee guida per addestrare cani in tutto il mondo, per la ricerca delle più svariate specie. L’olfatto canino, infatti, prevede una sensibilità molto elevata e la capacità di distinguere un odore tra migliaia differenti.

I risultati di questo studio saranno essenziali per formare le linee guida per i programmi d’addestramento dei cani. Sebbene la ricerca sia focalizzata sui cani utili per scovare la tigre quoll, può essere certamente espansa ad altre specie a rischio.

27 novembre 2017
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