Cani e gatti a rischio hacker: colpa dei collari GPS

La tecnologia può migliorare la vita di cani e gatti, purché si prendano le dovute precauzioni. È il caso dei sempre più diffusi collari GPS, dispositivi che permettono di conoscere la posizione del quadrupede d’affezione semplicemente monitorandone gli spostamenti del proprietario, i quali potrebbero essere sfruttati da malintenzionati per compiere dei crimini. È quanto riportano i ricercatori di Kaspersky Lab, in merito all’analisi di alcuni pet tracker disponibili sul mercato.

Sono molti i fronti con cui questi dispositivi possono rappresentare una minaccia, se usati con poca consapevolezza, sia per il proprietario che per l’animale. Ad esempio, così come riporta AGI, i dati relativi agli spostamenti potrebbero servire per comprendere quando il proprietario è lontano da casa, come nel caso della passeggiata con Fido, per compiere reati come furti e infrazioni. Ancora, queste informazioni possono colpire l’animale stesso, che può diventare facile vittima di rapimenti.

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Morten Lehn, General Manager per l’Italia di Kasperky Lab, ha così sottolineato:

Le vulnerabilità in questi tracker e nelle app aprono certamente alla possibilità che i cybercriminali possano individuare con maggior precisione gli animali domestici, oppure inviare false coordinate al server, con lo scopo di farci perdere le tracce dei nostri piccoli amici. Inoltre le informazioni che questi dispositivi trasmettono possono essere usate per risalire ai dati del proprietario, come password o indirizzi email, che hanno un valore per i cybercriminali.

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Il crimine più frequente, così come riferisce sempre AGI, potrebbe essere quello del dog-napping, ovvero la sottrazione del cane per la rivendita sul mercato illegale, soprattutto se l’animale di razza. Per difendersi, è innanzitutto necessario utilizzare un account speciale per questi dispositivi, ovvero non lo stesso che si impiega per l’home banking o altri servizi simili, preoccupandosi di inserire password complesse e ovviamente diverse da altre piattaforme. Ancora, non è indicato fidarsi unicamente dei device, per lasciare il quadrupede libero di muoversi da solo, poiché un controllo umano è sempre auspicabile.

29 maggio 2018
Fonte:
AGI
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