L’Alto Adige apre le porte delle strutture sanitarie agli animali e alla pet therapy, a fare da apripista è stata l’associazione Zampa Amica, che attualmente svolge il suo operato in sette residenze per anziani. Ma che dall’agosto del 2014 ha introdotto animali di piccola taglia – gatti, criceti, coniglietti e porcellini d’india – all’interno del reparto di oncologia pediatrica dell’ospedale Santa Chiara. A ideare e realizzare questo importante progetto è stata Katia Bertoldi, presidente di Zampa Amica, associazione nata nel 2010, che ha voluto esportare in Italia una prassi tipicamente americana. La pet therapy come sostegno, aiuto e conforto per chi è costretto a vivere in una struttura sanitaria, sia per un breve che per un lungo periodo.

Protagonisti e operatori a quattro zampe dell’associazione sono Coco Chanel, una gatta di razza Regdoll, amatissima dai bambini. Ma anche molti cani di razza o meticci, appositamente addestrati ed educati all’interazione con le persone. Esemplari selezionati e avviati in un percorso che li tempri per sopportare positivamente rumori, la presenza di molte persone, quindi in possesso di un’alta soglia del dolore e grande pazienza. La pet therapy può sottoporre a stress gli animali, per questo la scelta degli esemplari è sempre attenta e mirata. Unica eccezione per il cane Thor, un American Bully tipica razza da combattimento, cresciuto ed educato per questo compito, è un esemplare di pura pazienza e felicità. Una dimostrazione in più che gli animali, a prescindere dalla razza, sono esseri positivi e non possiedono un’indole negativa. Thor ama le coccole, le carezze e adora interagire con le persone.

Anche Midnight, un cavallino mini di razza American Miniature Horse, è parte integrante del progetto. Lui vive in uno spazio verde e recintato all’interno di una casa per anziani, dove viene accudito e amato con grande intensità e dove può accedere con appositi calzari. L’importanza dell’interazione con gli animali, in un ambiente spesso legato a cure e dolore, è fondamentale per tutti i pazienti. In particolare per chi è costretto a lunghe degenze, magari lontano da casa oppure a vivere in un ambiente che spinge a isolarsi. Grazie alla pet therapy molti malati hanno diminuito l’assunzione di ansiolitici favorendo la cura migliore, la socializzazione. Abbandonando l’isolamento, timori e paure, ma condividendo con gli animali coccole e giochi.

18 aprile 2016
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