Cani e gatti sono sempre più obesi, soprattutto negli Stati Uniti, e i proprietari non possono far altro che correre ai ripari. Nasce la mania dei “fat camp”, delle vere e proprie vacanze per quadrupedi all’insegna del dimagrimento. Dal pilates alla dieta misurata, tutto per far perdere peso a Fido e Fufy. Il problema è però a monte: un’alimentazione scorretta sin dal primo giorno d’adozione del cuccioli.

Il tasso di cani e gatti obesi cresce a dismisura, tanto che negli Stati Uniti il 53% degli animali domestici è affetto da qualche forma di sovrappeso. Un dato in continuo aumento, poiché solo 4 anni fa si attestava sul 45%, un’evoluzione che ha portato con sé problemi non da poco come il diabete, problemi agli arti, patologie cardiache e collassi diffusi. E così sono nati i programmi integrati di dimagrimento: l’amico a quattro zampe parte per un periodo di vacanza e viene sottoposto a un duro, ma efficace, training.

Si parte con un’alimentazione strettamente controllata, per perdere parecchi etti alla settimana, quindi si passa al pilates animale, al doga – lo yoga per cani – e agli esercizi in acqua. Quello del dimagrimento diventa perciò un vero e proprio business, per un settore che non sembra proprio essere sfiorato dalla crisi economica.

Il problema, tuttavia, deriva dalla scarsa informazione e dall’altrettanto raro impegno dei proprietari, convinti che cani e gatti possano mangiare qualsiasi cosa in barba ai consigli del veterinario. Soprattutto negli USA, non è raro che gli animali domestici vengano alimentati con scarti di cucina oppure cibo junk: degli ingredienti che non solo fanno ingrassare, ma che potrebbero addirittura risultare tossici per gli animali. E poi vi è la questione indulgenza: molti proprietari non riescono a resistere agli occhi dolci del cane e del gatto, pronti a far di tutto pur di ottenere un pasto extra. I veterinari avvertono: ci vuole rigore, esattamente come si farebbe con un bambino capriccioso davanti a caramelle e merendine.

7 luglio 2014
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