Cani e gatti potranno presto far compagnia ai malati terminali toscani, grazie a un’iniziativa dell’Azienda Sanitaria di Firenze (Asf) per tre strutture residenziali dedicate alla cura degli anziani e dei pazienti incurabili. Gli animali domestici potranno stare a fianco dei loro proprietari in un momento così difficile della vita, anche per rendere meno pesante l’accettazione della patologia e la fase del distacco.

Fido e Fufy saranno ammessi nei tre hospice della città, ovvero il San Felice a Ema, il San Giovanni di Dio e le Oblate, per dei progetti di vera e propria pet-therapy. Così ha spiegato l’Azienda Sanitaria in una nota diramata alle principali agenzie di stampa:

Un protocollo finalizzato alla gestione dell’accesso e alla permanenza all’interno della struttura di cani e gatti appartenenti al nucleo familiare dell’ospite è stato messo a punto all’hospice di San Felice a Ema, dove, insieme ai volontari della Fondazione italiana di Leniterapia, l’esperto personale della Asl accompagna chi si trova nella fase terminale di una malattia inguaribile.

Il protocollo in questione prevede innanzitutto la certificazione di familiari e animali domestici, per verificare che cani e gatti – oltre a essere in salute – siano di buon carattere per sopportare la permanenza in un luogo di cura. Proprio i familiari si faranno garanti del mantenimento degli animali, accompagnandoli all’aperto per la passeggiata di rito e monitorandone la buona condotta. Allo stesso tempo, il personale e i volontari della struttura si occuperanno di gestire le richieste e le ammissioni dei quattro-zampe nelle camere, ad esempio separando i pazienti che gradiscono il supporto dell’animale da chi, invece, ne ha timore.

Una volta ammessi nella stanza, cani e gatti potranno scegliere autonomamente dove accucciarsi e il paziente potrà interagire con loro senza vincoli, tra coccole e abbracci. La vicinanza a un animale domestico, infatti, stimola nei malati una maggiore resistenza al dolore, migliora l’umore e rende l’aggravarsi della malattia più sopportabile. Un modo compassionevole, ed estremamente sensibile, per garantire la massima serenità a pazienti che hanno ormai perso la speranza, per rendere gli ultimi mesi di vita il più possibile positivi.

25 marzo 2014
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