La tradizione di ricorrere a cani e gatti nella cucina cinese inizia a trovare moti opposti anche in quel dell’Asia: in Cina è stata pubblicata la prima campagna pubblicitaria per sensibilizzare le popolazioni locali al fenomeno. E si parla già di “intervento shock”, sebbene le immagini utilizzate non siano cruente in senso stretto.

Creata dall’associazione animalista Animal Asia, la campagna mostra le immagini di un cane o di un gatto randagio, accompagnate dalle tipiche bacchette cinesi. A completare i manifesti, degli slogan abbastanza forti: “quello che hai appena messo in bocca potrebbe essere…”, a cui si aggiunge “un compagno fedele”, “l’amico d’infanzia di tua figlia” e via dicendo, a secondo della fotografia rappresentata.

Sono 279 i manifesti appesi dallo scorso luglio nelle stazioni dei treni, alle fermate della metropolitana e negli ascensori di Shanghai, Guangzhou e di altre città minori della Cina. A corredo, delle informazioni su come gli animali vengano allevati e soppressi, comprensive dei rischi per la salute di questo tipo di alimentazione. Le reazioni del pubblico, a quanto pare, sono state migliori di quanto preventivato. Così sostiene Jill Robinson, fondatore di Animal Asia:

La reazione del pubblico ai manifesti è stata incredibile, così come la volontà di condividere ulteriormente il messaggio. Non vi sbagliate: l’animal welfare è una questione di crescente interesse in Cina e l’industria della carne di cane e gatto è tenuta in debito conto.

Nel 2010 il governo cinese ha cercato di vietare il consumo di carne di cane e gatto nella dieta, anche per rispondere alle numerose critiche provenienti dalle istituzioni internazionali, sia di stampo animalista che di semplice buon senso politico. La pratica rimane comunque largamente diffusa fra i cittadini – in particolare nelle città più piccole e fra i ceti più poveri – tanto che le eventuali imposizioni di legge non sortirebbero grande effetto. Sempre più persone, però, stanno riconsiderando il ruolo di queste specie come unici animali da compagnia. Ancora molto deve essere ancora fatto, però: solo la scorsa settimana è emersa la notizia di una macabra esecuzione pubblica di cani, custoditi da un contadino a semplice scopo affettivo.

21 novembre 2013
I vostri commenti
lilly, mercoledì 18 dicembre 2013 alle11:43 ha scritto: rispondi »

mi spiace, non ce la faccio più a leggere queste terribili notizie sui poveri animali. sto troppo male.

Roberta Donda, giovedì 21 novembre 2013 alle23:01 ha scritto: rispondi »

L'affissione di soli 279 poster rappresenta una comunicazione quasi nulla in un paese immenso come la repubblica Cinese! Comunque meglio di niente!!!

Lascia un commento