La passeggiata con il proprio cane potrebbe riservare molte sorprese e non tutte piacevoli, insidie nascoste capaci di minare la salute del quadrupede. Ma anche il giretto in giardino, oppure la scampagnata del gatto nell’orto di casa potrebbero trasformarsi in un pericolo. Molte le sostante chimiche presenti nel terreno e nell’aria, ma anche fiori ed erbe considerata dannose per il benessere del nostro amico. Certamente, tra le problematiche più diffuse, la presenza di esche o cibi avvelenati posizionati da malintenzionati. Una pratica tristemente diffusa, orientata a danneggiare la salute degli animali randagi ma anche dei cani e gatti di casa.

Per evitare che i nostri amici incappino in problematiche di questo tipo è importante prestare attenzione ai loro movimenti, impedendo che si allontanino troppo dalla nostra visuale. Indispensabile che il cane non si intrufoli in siepi o cunicoli, dove il pericolo potrebbe annidarsi sinistramente. Ma anche prestare attenzione ai cartelli informativi posti per avvisare il pubblico in caso di disinfestazione da parassiti o animali infestanti. Quindi evitare che il nostro gatto di casa scorrazzi nell’orto appena trattato con pesticidi.

Avvelenamento, come comportarsi

Cane e veleno

Puppy with first aid kit via Shutterstock

Nel caso il vostro amico ingerisse cibi o sostanze tossiche è importante intervenire in modo rapido, così da escludere esiti drammatici. Per prima cosa, se possibile, è indispensabile verificare la natura o la tipologia della sostanza ingerita. Quindi contattare subito il veterinario di fiducia, oppure un centro veterinario aperto tutto il giorno o ancora il centro antiveleni. Le indicazioni telefoniche saranno le prime da mettere in atto, se il medico lo consiglia e la tempistica di ingestione è recente, è utile indurre il vomito. Le tecniche per farlo sono diverse, la più comune è quella di fargli masticare un po’ di sale grosso. Ma è importante verificare il formato del veleno ingerito, quindi se il vomito sia davvero la soluzione più ottimale.

Inoltre, se l’animale avesse ingurgitato sostante chimiche come candeggina, acido, petrolio, l’induzione del vomito è un passaggio errato perché potrebbe lesionare l’esofago. Nel caso di ingestione da antigelo o da cibi tossici, comprese le polpette avvelenate, la tempistica è fondamentale. Entro un’ora dall’assunzione dell’elemento tossico è possibile provocare il vomito anche con il perossido di idrogeno al 3%, ma tassativamente e solo dopo aver consultato il veterinario che potrà indicare dosaggi e quantitativi. Mentre se l’animale fosse in preda alle convulsione risulterà utile appoggiare un cuscino sotto la sua testa.

Se la sostanza è un veleno da contatto, è meglio lavare la pelle del nostro quadrupede, ma in ogni caso lo step più rapido consiste nel condurre l’animale presso un centro attrezzato per una visita approfondita. Nel caso di un morso da animale, come serpenti o insetti, meglio tenere il cane fermo e disinfettare subito la parte con acqua ossigenata. Non incidere o succhiare via il veleno, per non favorire la diffusione. Quindi porre del ghiaccio sul morso e condurre subito l’amico dal veterinario. Inoltre sicuramente la convivenza domestica potrebbe favorire l’ingestione di liquidi o prodotti detergenti, per questo è necessario disporre il tutto su mensole o altezze non raggiungibili dall’animale.

Mentre nel caso di polpette o esche avvelenate è bene recuperare l’articolo indossando guanti o raccogliendole con della plastica. Quindi affidarle all’ufficio della Polizia o Vigili di zona, ma anche avvisare l’Asl di competenza che effettuerà le analisi di rito. In questo modo verrà attivato un iter di controllo di zona, utile sia agli animali che all’uomo stesso.

28 luglio 2014
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