Pulci e zecche rappresentano uno dei problemi più frequenti nella gestione di un amico domestico, si tratti di un cane oppure di un gatto. Questi piccoli parassiti, capaci di annidarsi nel manto dei quadrupedi, possono infatti causare un enorme fastidio, tra pruriti e infiammazioni cutanee, nonché rappresentare un rischio per patologie più gravi. Complice l’autunno ancora molto caldo, nonché le conseguenze dei cambiamenti climatici, l’arrivo della stagione fredda non segnerà una riduzione degli insetti infestanti in circolazione. Per questo motivo, è bene proteggere i compagni a quattro zampe per tutto il corso dell’anno.

Riconoscere tempestivamente la presenza di ospiti sgraditi su cani e gatti, anche con l’aiuto del veterinario di fiducia, è fondamentale per garantire agli animali domestici buone condizioni di salute. È però necessario agire innanzitutto sul fronte preventivo, impiegando strumenti appositi che possano fungere da deterrente per i parassiti. Inoltre, è utile anche capire la differenza sostanziale tra pulci e zecche, così come Ezio Ferroglio, ordinario di parassitologia e malattie parassitarie presso il dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Torino, ha spiegato in un intervento per La Stampa:

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La pulce è un insetto che, da adulto, vive sull’ospite dove succhia sangue di continuo, fino a 15 volte il suo peso, e depone fino a 50 uova al giorno. Le feci e le uova vengono deposte sulla cute dell’ospite e da qui cadono nell’ambiente da cui si schiudono larve, che dopo le mute si trasformano in pupe e poi in pulci adulte che salgono su un nuovo ospite, cane o gatto e talvolta anche sull’uomo. La zecca invece è un aracnide che rimane per lo più in attesa, e quando passa una “preda” vi sale e comincia a succhiare sangue per 2-10 giorni. Di solito le zone preferite sono la testa il collo, le spalle, dietro le orecchie, dove l’animale non riesce a pulirsi da solo. Anche in questo caso, la preda può essere l’uomo.

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Proteggere gli animali dall’attacco di pulci e zecche è anche fondamentale per scongiurare malattie anche serie: le specie di zecca presenti in Italia, più di 39, possono infatti trasmettere più di 50 specie di patogeni. E le conseguenze possono essere molto gravi, dalla malattia di Lyme alle tenie, passando per erlichiosi, borreliosi e molte altre ancora. Ideale è quindi spazzolare l’animale regolarmente, controllando eventuali nodi o macchie e puntini sospetti, nonché affidandosi al veterinario per la scelta del giusto antiparassitario. È importante ricordare, infatti, come non tutti i prodotti indicati per i cani possano essere impiegati anche sui gatti.

24 ottobre 2017
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