L’amore dei proprietari per i loro amici a quattro zampe, siano essi cani o gatti, può portarli a comportamenti erronei, seppur dettati dall’affetto. È quanto dimostra una ricerca condotta di recente negli Stati Uniti, nel riportare come ben 1 animale domestico su 3 sia sovrappeso. Una tendenza che non sembrerebbe fermarsi solamente negli USA, ma che coinvolgerebbe tutti i cani e i gatti in Occidente.

I dati sono stati raccolti all’interno dell’edizione 2017 del Banfield Pet Hospital’s State of Pet Health, una ricerca che ha analizzato le condizioni di oltre 2.5 milioni di cani e 505.000 gatti in 975 ospedali veterinari, distribuiti in 42 diversi stati. Dal 2007, il numero di esemplari in sovrappeso è cresciuto del 158%, con un primato negativo per i felini, al 169%.

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Un problema tuttavia non compreso con la dovuta attenzione dai proprietari, poiché le conseguenze rimangono sottovalutate o, ancora, sconosciute. Così come accade per gli uomini, anche per gli amici a quattro zampe l’obesità comporta dei rischi, tra cui diabete, problemi di cuore, artrite, sindromi respiratorie e molto altro ancora. Non a caso, lo studio evidenza un aumento dell’82% dei casi di artrite e un 83% d’incremento di collasso tracheale nei cani. Nei gatti, soprattutto quelli sterilizzati, il sovrappeso può contribuire a rendere più severe le problematiche connesse al sistema urinario, con una mancata e pericolosa corretta funzionalità dei reni.

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Naturalmente, la crescita dei pet obesi comporta anche una maggiore spesa per le famiglie. Negli Stati Uniti è emerso come i proprietari di animali sovrappeso spendano il 17% in più in cure veterinarie rispetto ad esemplari in forma, a cui si aggiunge un 25% per cure e trattamenti. Il totale è di 2.026 dollari l’anno, con di nuovo un primato per i gatti, le cui cure diagnostiche costano il 36% rispetto a felini normopeso, per un’aggiunta di 1.178 dollari.

28 giugno 2017
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