La pessima consuetudine di non raccogliere le feci di cane rischia di creare seri problemi a salute e ambiente. È quanto svela uno studio riportato sulla pubblicazione scientifica Environmental Science & Technology, che conferma quanto i rifiuti biologici di Fido siano un pericolo da non sottovalutare. Il motivo? La contaminazione delle acque con batteri e altri agenti dannosi.

Nonostante le amministrazioni locali di tutto l’occidente si stiano attrezzando con sempre più punti di raccolta, dai cestini biologici ai sacchetti forniti gratuitamente, sono ancora pochi i proprietari che raccolgono e smaltiscono correttamente i bisognini dei lori cani. Ora gli scienziati hanno sviluppato un test per stabilire quanto questa dimostrazione di maleducazione abbia impatto sulla salute di uomo e ambiente.

La divisione National Risk Management Research Laboratory dell’Environmental Protection Agency statunitense ha voluto indagare la salute dei corsi d’acqua, per stabilire quanto peso abbiano su inquinamento e contaminazione diversi elementi, dagli scarichi fognari alle feci di cane. In particolare, i rifiuti canini sarebbero da trattare con seria attenzione, poiché potrebbero diffondere una varietà di Escherichia Coli resistente agli antibiotici, nonché altri patogeni a rischio per l’uomo. Considerato come negli Stati Uniti esistano 70 milioni di cani domestici, più una lunga serie di randagi, è emerso come fiumi, laghi e specchi d’acqua a ridosso delle spiagge siano tutti contaminati.

Considerato come molti di questi agenti infettivi siano simili a quelli dell’uomo, stabilire con certezza quanto peso abbiamo i rifiuti biologici del cane non è stato semplice. Così è stato elaborato un test genetico su 11 marcatori che, tramite un campione d’acqua, è in grado di discernere tra batteri e patogeni di origine canina e altri invece umani. Quindi si sono verificati degli scenari ad altra presenza di quadrupedi, 244 campioni dai fiumi vicini ai centri urbani alle riserve di acqua piovana, e in tutte è stata rinvenuta l’evidenza di contaminazione da feci di cane. Il test, al momento solo in fase embrionale, permetterà in futuro di monitorare velocemente le condizioni delle acque per provvedere con interventi tempestivi, così da non mettere a repentaglio la salute sia dell’uomo che degli animali.

2 ottobre 2014
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