I cani fanno amicizia in 10 minuti, snobbando i proprietari

Non è di certo una sorpresa: i cani sono degli animali estremamente sociali, pronti a regalare attenzioni a chiunque, senza troppi convenevoli. Aperti e dinamici, i quadrupedi scodinzolanti non disegnano fare nuove amicizie fra gli umani, catalizzando su loro stessi la curiosità dei passanti o di altri proprietari incontrati al parco. Un nuovo studio, condotto dalle Università della Florida e dell’Arizona, svela però un versante inedito di questi proprietari: impiegano solo 10 minuti per fare amicizia e, nella maggior parte dei casi, snobbano il proprietario di fronte a uno sconosciuto.

I ricercatori hanno sottoposto un campione di cani ad alcuni esperimenti comportamentali. Tramite sessioni da 10 minuti ciascuno, agli animali è stato permesso di circolare liberamente in uno spazio chiuso, nonché assicurata la possibilità di avvicinare qualsiasi sconosciuto, ricevendo in cambio lunghe coccole e carezze. Durante le varie ripetizioni, è stata alternativamente garantita o esclusa la presenza dei proprietari, per comprendere se i quadrupedi siano soliti preferire la compagnia dell’umano conosciuto o, in alternativa, quella di un estraneo.

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Il primo dato emerso è come le scelte dell’animale dipendano dalle emozioni provate in quell’istante: i cani nervosi tendono a rimanere con i proprietari nell’80% dei casi, quelli rilassati preferiscono al 70% la compagnia di una nuova persona. Non è però tutto: quando inseriti in un contesto familiare, quindi ben conosciuto e capace di ridurre l’ansia, gli animali favoriscono di gran lunga l’interazione con terze persone, ignorando quasi completamente i loro umani di riferimento. In condizioni di relax e fiducia, bastano tre minuti affinché il cane stringa una prima interazione significativa con un estraneo, 10 per costruire un legame più saldo.

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Lo studio è molto importante non solo per capire il comportamento degli animali più fedeli all’uomo, ma anche come gestirli nelle situazioni di stress, a loro sconosciute o capaci di alimentare ansia e terrore. Ad esempio, i risultati saranno molto utili per rifugi e canili, per impostare nuovi piani d’interazione con i possibili adottanti, affinché da subito venga creata una relazione significativa.

23 marzo 2018
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