I cani possono rappresentare una strategia di punta per assicurare salute e benessere nella terza età, tanto che l’accudimento può essere consigliato alla maggior parte degli anziani, fatta eccezione per la presenza di patologie particolarmente invalidanti. È quanto sostiene un nuovo studio condotto dall’Università di Cambridge in collaborazione con quella di East Anglia: la compagnia di un quadrupede scodinzolante garantisce una diminuzione del declino fisico e cognitivo tipico dell’ultima fase della vita.

I ricercatori hanno analizzato le abitudini di vita di oltre 3.000 individui adulti, scoprendo come i proprietari di cani siano mediamente più attivi, possano contare su un umore migliore e un sistema immunitario più allenato. Per misurare queste performance, i partecipanti sono stati sottoposti a questionari, ad alcune analisi mediche e hanno dovuto indossare un accelerometro e un fitness tracker per la durata di una settimana.

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In media, un anziano accompagnato da un quadrupede risulta 30 minuti al giorno più attivo rispetto al resto della popolazione della terza età, proprio grazie alle necessità tipiche dell’animale, quali la classica passeggiata. Non è però tutto, poiché l’accudimento dell’amico domestico permette di rimanere in movimento anche quando altre attività sportive non risultano efficaci: gli anziani escono di casa anche con la pioggia e il freddo, anziché rinunciare all’allenamento date le condizioni atmosferiche, e questa scelta manterrebbe il loro sistema immunitario in forma. Così spiega Yu-Tzu-Wy, a capo dello studio per l’Università di Cambridge:

Abbiamo scoperto che i proprietari di cani sono maggiormente attivi sul fronte fisico, passano meno tempo seduti. Ci saremmo aspettati un simile risultato, ma quando abbiamo controllato quanta attività fisica i partecipanti siano soliti eseguire in relazione alle condizioni meteo, ci siamo davvero sorpresi della differenza tra coloro che accudiscono un cane e il resto degli intervistati.

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Andy Jones, docente presso la Norwich School of Medicine dell’Università di East Anglia, ha quindi suggerito i dati rilevati possano servire per elaborare nuove strategie per la terza età. Ad esempio, l’adozione di un cane potrebbe essere addirittura prescritta dal medico. Questo perché, all’aumentare del movimento fisico, diminuiscono tutte quelle problematiche relative ai problemi cardiovascolari, al mantenimento del peso, nonché scheletrici e muscolari.

25 luglio 2017
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