Cani e gatti, come accudirli in modo ecologico

L’attenzione all’ambiente passa per tanti gesti quotidiani, come la riduzione degli sprechi elettrici, la diminuzione dell’utilizzo dell’acqua e un’uso attento di risorse come la carta. Ma anche l’accudimento di un animale domestico, sia esso un cane o un gatto, può essere trasformato in salsa pienamente ecologica.

Anche nella cura di Fido e Micio si possono evitare gli sprechi, soprattutto in campo alimentare ed energetico. Si tratta di un obiettivo alla portata di tutti, che si basa su delle semplicissime strategie per cambiare – in meglio – le proprie abitudini e quelle del cucciolo di casa. Ecco alcuni consigli stilati dagli esperti di PetMD:

  1. Ridurre: il concetto di “riduzione” è il primo fondamento per uno stile di vita attento all’ambiente. In fatto di animali domestici, si tratta non solo di diminuire l’utilizzo di materiali non urgenti, come la carta assorbente, i sacchetti di plastica in cui sono contenuti i cibi del cane e del gatto ed evitare diete sovrabbondanti. Significa anche evitare la proliferazione della popolazione randagia, una piaga anche in termini ambientali. In questo senso, allora, ridurre significa anche sterilizzare, per impedire che gli animali si riproducano in modo non più sostenibile dal pianeta;
  2. Riutilizzare: il riciclo è molto facile quando si tratta di Fido e Micio. Si possono recuperare giocattoli da un vecchio proprietario o, semplicemente, passare al setaccio le cianfrusaglie in garage per trovare sicuramente una pallina o un bastoncino che sarà gradito ai nostri amici a quattro zampe. Si può riutilizzare un materiale da giardino, come ad esempio la segatura, per costruire una comoda lettiera per il gatto oppure trasformare quella bacinella che non si utilizza più in cucina in una fiammante nuova ciotola per il cane;
  3. Riciclare: affine al riuso è il riciclo, due concetti sovrapponibili ma non necessariamente identici. In questo caso, si intende acquistare dei prodotti che provengano dal riciclo, come ad esempio dei simpatici cappotti in pail derivati dal recupero della plastica, oppure la carta assorbente per i bisognini e persino i sacchetti igienici normalmente in uso al parco;
  4. Ripiantare: qualsiasi attività umana o animale ha un certo impatto sull’ambiente in termini di emissioni di anidride carbonica. Perché, allora, non rendere cane e gatto a impatto zero? Anche per i cani di taglie grosse, per compensare la loro C02 è sufficiente piantare un verdissimo manto erboso in giardino o, qualora non lo si avesse a disposizione, donare due alberi a un giardino botanico oppure a una struttura d’agricoltura biologica;
  5. Donare: vi sono molti materiali in disuso in casa che possono essere donati ad altri proprietari o alle associazioni per la salvaguardia degli animali. Canili e gattili, giusto per fare un esempio banale, hanno sempre bisogno di carta di giornale per ricoprire il fondo delle gabbiette di trasporto o delle aree di contenzione. Lo stesso vale per la pappa in eccesso, medicinali veterinari non più utilizzati e molto altro ancora;
  6. Adottare: prendersi carico di un randagio non significa solamente strappare un gatto o un cane dalla strada o dall’eutanasia, ma anche ridurre il suo impatto sull’ambiente. Un animale ben accudito ha un carbon footprint molto più basso di uno randagio, proprio perché non vaga nella città, non distrugge i sacchi di rifiuti e nemmeno lascia i suoi bisognini dove capita.

10 ottobre 2012
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