Nonostante la situazione si stia lentamente stabilizzando, da maggio ancora molte persone vivono nei campi allestiti dopo il sisma in Emilia Romagna. Sul luogo, oltre alla Protezione Civile, Vigili del Fuoco e alle strutture di assistenza sanitaria, moltissimi i volontari e le associazioni animaliste. L’obiettivo, sin dal principio, è stato quello di salvare le persone ma anche i loro animali di affezione.

Per questo, in tandem con gli abitanti dei luoghi colpiti dal terremoto, i recuperi di cani e gatti domestici sono stati all’ordine del giorno. Molti ricoverati temporaneamente in rifugi e canili, mentre altri hanno potuto riabbracciare i propri amici umani. Menzione particolare per i cani da soccorso post terremoto, i quali hanno svolto un lavoro infaticabile di ricerca e recupero di persone. Spesso facendo la differenza e salvando vite e progetti.

La loro presenza non è passata inosservata nei campi di accoglienza di Novi e Mirandola dove, le unità cinofile di Anpas, erano sul posto da diverse settimane. La figura silenziosa e affettuosa dei cani ha migliorato l’atmosfera e l’umore, diventando un importante punto di sostegno. Durante la loro permanenza i cani da soccorso hanno svolto attività ludiche e di intrattenimento, oltre ad affiancare i rispettivi volontari durante dimostrazioni inerenti la gestione e l’educazione degli animali.

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Fondamentale la loro presenza al fianco dei più piccoli, i quali hanno trovato nei cani la valvola di sfogo ottimale per esternare e assorbire il trauma causato dal terremoto. Come confermato dagli psicologi sul campo i cani da salvataggio, anche solo la loro visione, aiuterebbe a rasserenare gli animi. Come spiega Gian Carlo Arduino, responsabile nazionale Settore Cinofilo Anpas:

«Generalmente siamo portati a vedere le unità cinofile in occasione della ricerca di persone disperse, quando ci crollano edifici o dopo una valanga in montagna. Ma le nostre unità cinofile sono state preparate anche per lavorare a stretto contatto con la gente e con i volontari: una forma di coinvolgimento di conduttore e cane a seguito di eventi di grande impatto emotivo. Nello specifico la presenza dei cani è accolta positivamente dai bambini e dagli stessi volontari come aiuto nel recupero dello shock subito. Le unità cinofile stimolano affetto e recupero dell’affettività perché gli stessi cani hanno bisogno di cure: in questo modo stimolano la ripresa di uno stile di vita normale e quotidiano, stimolano l’attivazione di regole di comportamento e convivenza nel rispetto degli altri. Il progetto è particolarmente importante per Anpas”, conclude Arduino “perché fa parte del nostro percorso di miglioramento del settore che prevede la preparazione e la certificazione delle nostre unità cinofile da soccorso.»

4 settembre 2012
I vostri commenti
Il cane Duma, martedì 7 maggio 2013 alle15:51 ha scritto: rispondi »

afa

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