Se vivete con un cane, conoscerete sicuramente lo sguardo languido e colpevole che sfodera all’occasione, in particolare dopo aver combinato marachelle o mezzi disastri. Il nostro quadrupede del cuore è un vero esperto di espressioni tenere e toccanti, tanto da straziare il nostro cuore convincendoci subito al perdono. Le sue moine sembrano dimostrare un senso di colpa profondo, come se provasse estrema vergogna per il gesto appena compiuto. Che sia un divano distrutto, una buca profonda, del cibo sparso per casa o abiti stracciati, Fido saprà sfoderare l’espressione più tenera di sempre.

Ma non fatevi irretire dalla sua recita, perché il cane in realtà non prova davvero vergogna. La sua espressione rimanda all’incapacità di non comprendere il vostro stato alterato, in particolare se la reazione al disastro commesso non è immediata. Come sostengono i comportamentisti animali e gli educatori, la punizione (blanda) oppure il premio devono sempre seguire il gesto di Fido. Se il cane commette una marachella, ad esempio mastica un paio di pantofole, non lo si può redarguire a distanza di ore perché non comprenderà il motivo del vostro umore. La punizione dovrà seguire subito l’azione, ma non dovrà mai essere aggressiva, violenta, corporale e manesca. Fido dovrà imparare a non replicare un comportamento sbagliato, non dovrà aver paura del proprietario. Per questo un secco No potrà bastare, potrete quindi togliere le ciabatte dalle fauci del cane se colto sul fatto.

Ma l’espressione che il cane mette in atto per molti è sinonimo di vergogna e dispiacere, come se realmente fosse addolorato di aver commesso un gesto sbagliato. Secondo uno studio condotto nel 2009 da Alexandra Horowitz, professoressa associata di psicologia al Barnard College di New York City, il comportamento dei cani non sempre indica vergogna. Tutti i 14 esemplari presenti, lasciati in una stanza alle prese con una serie di dolcetti da non mangiare, hanno reagito dimostrando uno sguardo colpevole davanti al rimprovero del proprietario.

Questo non significa che il cane provi davvero vergogna piuttosto, come anticipato, è l’incapacità di comprendere il tono nervoso. Il suo è più un gesto di sudditanza e sottomissione al capobranco, ma anche una tecnica per placare l’animo di chi sgrida perché consapevoli della riuscita del gesto. C’è chi ha trasformato questo comportamento in un evento virale, come ad esempio le foto di cani colti sul fatto postate sui siti dogshaming.com e shameyourpet.com. Animali che mostrano cartelli dove viene elencata la marachella, circondati dai resti del disastro commesso. Come ad esempio Pascale Lemire che, postando le foto del suo cane, è giunta alla pubblicazione di un libro, o Jeremy Lakaszcyck di Boston, che possiede un canale YouTube molto seguito. Le vicende del suo cane Maymo sono state mostrate anche durante il programma di Ellen DeGeneres e twittate dal comico Ricky Gervais.

 

27 febbraio 2014
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