Sarà capitato a chiunque di incontrare per strada un “punkabbestia” – termine gergale utilizzato per identificare la comunità, per lo più senza fissa dimora, di giovani e meno giovani metropolitani – in compagnia di un cane. Si tratta di un binomio tutt’altro che insolito, soprattutto se l’animale è di grossa taglia: i due vivono in simbiosi per strada, condividendo spesso gioie e dolori di una vita lontana dalla conformità quotidiana. In quel di Firenze, però, si è deciso di indagare a fondo sul fenomeno.

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Tre sequestri, quattro denunce e undici multe: è questo il bilancio di una serie di controlli condotti dal commissariato di San Giovanni, l’ASL e la polizia zoofila fra piazza Sant’Ambrogio, piazza Salvemini, piazza Beccaria e piazza Santa Croce. A riportarne la notizia è La Nazione, testata che spiega come ben venti cani di grossa taglia siano stati sottoposti ad analisi e identificazioni.

Dei tre sequestri, due sono avvenuti per importazione illegale dei cani dall’estero, mentre il terzo nasce dalla mancata registrazione dell’animale all’anagrafe canina. Inoltre, sono state comminate 10 sanzioni amministrative per “illecita conduzione di cane”, mentre dall’identificazione di 50 punkabbestia per due è scattata la denuncia per violazione del foglio di via obbligatorio.

Sull’accoppiata tra cane e punkabbestia si discute da decenni, tra posizioni opposte e molto accese. Tra i detrattori, si sottolinea come spesso si tratti di animali malnutriti e costretti a condizioni di vita non sempre igieniche, tra carenza di adeguate cure e di somministrazione delle dosi vaccinali obbligatorie. Tra i sostenitori, invece, si sottolinea come la gran parte dei proprietari tenga al cane più della propria stessa vita, tanto da prodigarsi in tutte le cure necessarie anche in assenza di grandi disponibilità economiche. Inoltre, questi animali sarebbero una risorsa irrinunciabile per chi, come molti di questi punkabbestia, vive una vita di strada, spesso in piena solitudine. La polemica emerge però ciclicamente e coinvolte pressoché tutte le amministrazioni delle grandi città: nel 2009, ad esempio, a Milano alcuni cani sono stati sequestrati e rieducati dopo aver sterminato una colonia felina protetta e aver minato alla sicurezza di alcuni cittadini, così come ricorda il Corriere in un articolo d’archivio.

4 luglio 2013
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