La sindrome del Disturbo da Stress Post-Traumatico (PTSD) colpisce i veterani di guerra di ritorno dai campi e dai luoghi di battaglia. Sempre più soldati, una volta a casa, soffrono di problematiche molto gravi legate all’impegno e al lavoro svolto sul fronte. Sono patologie molto forti derivanti dallo stress della guerra, che portano spesso a vari livelli di autolesionismo, compreso il suicidio.

Per questo da tempo molte associazioni accorrono in aiuto dei veterani e delle loro famiglie, esiste anche un programma governativo che cerca di sostenere i soldati nel percorso riabilitativo. Nonostante la crisi, i tagli e le problematiche legate alla sopravvivenza del programma, l’opera continua anche grazie alle donazioni della popolazione. Il ruolo principale nella fase di guarigione è affidato ai cani, spesso prelevati da canili e rifugi pronti alla soppressione, e destinati a un percorso educativo che li trasforma in guide e rimedi contro la PTSD.

Una volta di più possiamo confermare l’importanza dei cani nella pet therapy, e il ruolo fondamentale di questi animali come supporto e presenza costante accanto ai veterani. Come sostiene lo Unites States Department of Veterans Affairs ogni ora un ex soldato ti toglie la vita, sono circa 755.200 i veterani che soffrono di PTSD e 184 nuovi casi vengono diagnosticati ogni giorno. Chi soffre di questa patologia cade nella depressione più totale, oppure si rifugia in droghe e alcolici, causando la rovina dei rapporti con parenti, familiari e amici. La difficoltà nel trovare un lavoro, oppure nell’affrontare le semplici incombenze quotidiane, crea una spaccatura emotiva e psicologica senza pari.

Il ruolo dei cani diventa quindi essenziale, affiancando i malati nel loro percorso sono in grado di anticipare crisi e momenti di depressione. In particolare, durante il sonno notturno, possono svegliare il veterano se avvertono l’arrivo di un incubo o di una tensione. Se le passeggiate sono un problema, se l’ex soldato è menomato oppure soffre di agorafobia, il cane lo segue pazientemente spingendolo all’azione e anticipando gli attacchi di panico. Fondamentali carezze e contatto per sedare la paura e l’ansia. Questo percorso accanto ai cani ha salvato la vita di molti veterani, il consumo di alcolici, droghe e pillole è diminuito, l’umore per molti è migliorato modellando un nuovo assetto affettivo ed emotivo con amici e familiari. La presenza di questi cani è il punto di forza del programma, grazie al loro instancabile e impareggiabile lavoro sono diminuiti drasticamente anche i suicidi.

Di seguito il video dell’associazione K9 che addestra cani da canile per sostenere i veterani contro la PTSD. Nelle immagini alcuni dei cani dell’associazione e il loro incredibile percorso.

16 ottobre 2013
Immagini:
I vostri commenti
elena, martedì 14 gennaio 2014 alle22:22 ha scritto: rispondi »

sono commossa fino alle lacrime; due vite salvate (uomo e cane) per una gioia comune

Sergio ZANGANELLI, mercoledì 16 ottobre 2013 alle10:28 ha scritto: rispondi »

Chi ancora non sa queste cose e acetta con supponenza la presenza dei cani nelle nostre case, si informi e si vergognino

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