Non capita di rado che il cane d’affezione debba rimanere, per ragioni del tutto quotidiane, solo in casa per qualche ora. Un’uscita improvvisa, un appuntamento inderogabile o, ancora, le normali necessità connesse alla vita lavorativa. Ma come si comporta l’animale in assenza dei proprietari? A rispondere a questa domanda ci hanno pensato alcuni ricercatori, interessati soprattutto a indagare la problematica dell’ansia da separazione: alcuni esemplari domestici, infatti, tendono a interpretare la momentanea assenza del proprietario come un piccolo abbandono.

L’indagine, condotta dall’Università di Bristol, ha svelato come la gran parte dei cani viva un momento di comprensibile smarrimento alla scomparsa momentanea dei proprietari. Nella maggior parte dei casi, il tutto si risolve in breve tempo, ma per i quadrupedi più ansiosi – o, ancora, con disturbi comportamentali – il disagio potrebbe protrarsi a lungo. In generale, i primi minuti di separazione sono i più stressanti per i cani: quasi tutti i quadrupedi esaminati, infatti, tendono a ululare e abbaiare, per un lamentio inconsolabile. Entro la mezzora, la situazione si stabilizza per gli animali senza particolari disturbi d’adattamento, mentre i più ansiosi possono continuare per ore con gli schiamazzi, tanto da essere colti dal desiderio di urinare per lo stress, defecare all’interno dell’abitazione o, nei casi più gravi, rigurgitare i pasti.

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Nelle ore successive, la situazione tende a stabilizzarsi per qualsiasi tipo di esemplare, anche se i cani più ansiosi continueranno a manifestare comportamenti indesiderati. Ad esempio, il cane potrebbe gironzolare freneticamente nei dintorni della porta, sedersi davanti all’uscio e alzarsi a ogni minimo rumore, nell’attesa del suo proprietario. I quadrupedi più serafici, invece, tendono a sonnecchiare o a divertirsi con i loro giochi preferiti. Emily Blackwell, ricercatrice presso il sopracitato ateneo, ha così spiegato sulla stampa britannica:

I cani con problemi di separazione tendono a non abituarsi affatto nei lunghi periodi di tempo, nemmeno quando il proprietario è assente per molte ore. In genere, si riposano meno di un minuto, prima di alzarsi e tornare a muoversi, quindi tale riposo risulta molto disturbato. Questi cani possono apparire molto stanchi quando il proprietario torna a casa e, a quel punto, si calmano unicamente perché assonnati.

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Per cercare di gestire l’ansia di separazione, nei casi non gravi e che non richiedono il supporto di un comportamentista, si possono mettere in atto alcune strategie. Innanzitutto, bisogna incoraggiare il cane a rimanere seduto, preferibilmente sulla sua poltrona preferita o nella cuccia, affinché non colga segnali predittivi dell’ansia: mettere le scarpe, prendere le chiavi e via dicendo. Dopodiché, si può rinforzare positivamente il cane con un premio alimentare: quando l’animale rispetta il comando di rimanere sulla poltrona, utile sarà fornire qualche crocchetta. Infine, utile è abituare l’animale ad assenze “simulate” progressive, distribuite su più giorni: si incomincia nascondendosi per qualche minuto in una stanza, si prosegue aumentando la tempistica, quindi si continua ripetendo l’esperimento fuori dalla porta, nascondendosi sul pianerottolo o in giardino. Il cane imparerà, con il tempo, come a ogni assenza corrisponda un ritorno, diminuendo le proprie paure.

24 aprile 2017
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