I cani non solo comprendono quel che il proprietario riferisce loro, ma sono anche in grado di distinguere il modo con cui l’informazione viene passata. È questa la scoperta relativa a una recente ricerca, condotta dall’Università Eötvös Loránd di Budapest, in Ungheria. Uno studio reso possibile grazie all’impiego della risonanza magnetica, con l’ausilio di alcuni esemplari opportunamente addestrati.

Stando ai risultati dello studio, i cani non solo comprendono gli ordini forniti dal proprietario, ma anche le modalità con cui questi vengono riferiti. Un tono di voce aggressivo, ad esempio, susciterà risposte diverse dall’animale da uno invece più sereno e assertivo. E, come molti amanti dei quadrupedi potranno confermare dall’esperienza diretta, più la tipologia di comunicazione incute timore, maggiori sono le possibilità il cane non esegua il comando impartitogli.

Gli scienziati hanno addestrato un gruppo di cani, affinché imparassero a rimanere immobili all’interno di una macchina per la risonanza magnetica. Un compito non così scontato, poiché il rumore prodotto dall’apparecchio, protratto per molti minuti, può infatti spaventare gli esemplari privi di training, i quali potrebbero allontanarsi impauriti. Superato questo primo ostacolo, i ricercatori hanno poi fatto udire la voce del proprietario al cane, mentre quest’ultimo si trovava all’interno del macchinario per la scansione tramite risonanza magnetica.

Per l’esperimento, agli animali sono state fatte udire delle frasi d’approvazione sia in tono neutro che positivo, dopodiché delle parole comuni, sempre in tono neutro e poi positivo. Ne emerso come i quadrupedi siano in grado di riconoscere singole parole, grazie all’attivazione dell’emisfero destro del cervello, così come accade per gli umani. Non è però tutto, poiché dall’analisi dell’area del cervello dedita al piacere e alla soddisfazione, è emerso come i cani siano più inclini a prestare attenzione a toni di ricompensa, anziché a quelli neutrali o di rimprovero. Così hanno spiegato gli scienziati:

Questo dimostra come i cani non solo separino quel che diciamo da come lo diciamo, ma come possano combinare entrambi gli elementi per una corretta interpretazione di ciò che quella parola davvero significhi.

30 agosto 2016
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