Se state parlando di cibo in presenza del vostro cane di casa è probabile che vi sentiate osservati e scrutati. L’interesse con cui l’animale vi guarda e segue le vostre parole è un’esperienza reale, che un proprietario vive quotidianamente. A quanto pare il nostro amico potrebbe comprendere i termini legati al cibo, al suo impiego e alla preparazione dei piatti. A tradirci sarebbe proprio l’intenzione legata alla creazione del cibo, ma anche ai giudizi legati a esso.

A mettere in evidenza il tutto è stato uno studio pubblicato su Plos One dove un gruppo di 72 cani di varie razze, singolarmente, è stato inserito in un contesto basato sull’interazione tra due o più persone. Il test serviva a confermare la capacità di individuare i giudizi positivi legati all’alimentazione, a conferma della possibilità di Fido di interpretare le interazioni anche se non indirizzate a lui.

Un dialogo tra tre persone, con relativa offerta di cibo e conseguenti giudizi positivi o negativi, confermerebbe la capacità di comprensione da parte del cane. L’animale si sposta sempre in direzione della pietanza migliore, dell’offerta più gustosa e che ha ricevuto recensioni positive. Non serve camuffare e ingannare l’animale, il quale seguirà attentamente anche la gestualità legata alla degustazione e al comportamento alimentare.

Un esperimento ulteriore ha posto il singolo individuo davanti alla scelta di cibi diversi, il giudizio espresso non ha influenzato l’animale che ha deciso in modo casuale. È quindi l’interazione tra umani a orientare la preferenza del cane, il quale intercetta e fa suo il giudizio espresso. A prescindere dalla predisposizione innata legata all’ingordigia e alla gola tipica dei quattro zampe. Questo passo ulteriore confermerebbe la capacità di Fido di comprendere i suoi interlocutori, ascoltando le parole, osservando gesti, espressioni, emozioni e mimica facciale.

29 novembre 2013
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