Cani: come frenare le zuffe territoriali

Che il cane sia territoriale è cosa nota: il suo comportamento determina l’egemonia su un dato spazio o un particolare branco. Come il cugino lupo, anche il cane dichiara apertamente lo spazio di sua appartenenza. In natura questi confini non vengono mai superati, anzi esiste un rispetto fondamentale che impedisce scontri, zuffe e confronti.

Ma il rapporto di Fido con gli spazi urbani, vincolato dall’obbligo del guinzaglio e di un percorso imposto dall’uomo, spesso non gli garantisce la libertà desiderata. Un’autonomia legata al rispetto dei confini reciproci, il più delle volte involontariamente superati proprio perché a guidare il passo è l’uomo.

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Si stabiliscono così nuovi ruoli gerarchici che il cane deve individuare, anche nei confronti del nuovo branco di appartenenza, cioè la famiglia dell’uomo, oltre a nuovi confini. È una rivisitazione di ciò che accade in natura e il cane si sente in dovere di difendere il suo branco dalle invasioni territoriali e dalle intrusioni.

L’appartenenza a branchi diversi determina anche un tipo differente di apprendimento dei ruoli. Questo incide profondamente sull’interazione tra cani, i quali si troveranno ad agire in modo diverso innanzi allo stesso ordine. Per questo motivo, anche per scoraggiare le reazioni troppo istintive, è bene fornire al cane un lessico nuovo.

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Ad esempio, è giusto che non annusi sempre l’urina degli altri esemplari, o meglio i segni di demarcazione dei suoi simili. E al contempo che non marchi con la sua urina tutto ciò che incontra. È bene che non assuma il ruolo di capo nel gruppo familiare d’appartenenza, né che si muova senza guinzaglio nei pressi di simili sconosciuti e di spazi nuovi.

Pe favorire un apprendimento più sereno, correggendo errori comportamentali, è importante che frequenti i nuovi ambienti a guinzaglio e con cautela. Il guinzaglio dovrà servire come regola nelle vicinanze di cani sconosciuti e in presenza di comportamenti scorretti. Per correggere momenti di tensione si dovrà sdrammatizzare con un gioco o con un intervento positivo. Ad esempio con un’atmosfera allegra, che lo distolga dallo stress e dalla rabbia. Atteggiamento da ripetete anche in presenza di proprietari e cani diversi, coinvolgendo loro stessi nella pratica.

15 febbraio 2013
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