Il quartiere Brancaccio a Palermo è al centro di un’operazione sincronizzata tra Polizia di Stato, dei vigili urbani, del Corpo forestale, della Guardia di Finanza e del personale dell’Azienda sanitaria provinciale, che hanno individuato e posto sotto sequestro tre spazi probabilmente utilizzati per i combattimenti clandestini tra cani. Gli spazi adibiti alla pratica violenta e illegale sono stati localizzati in vicolo Benfante all’interno di un prefabbricato in legno e alluminio, in un garage in disuso e nel locale di un vecchio calzaturificio ormai non più operativo. I cani recuperati, tre Pit bull puri e un incrocio meticcio della stessa razza, sono apparsi sofferenti, segregati e costretti a vivere tra sporcizia, immondizia e sangue raggrumato. Legati alla parete tramite una catena corta presentavano cicatrici e tagli lungo tutto il corpo, segno di scontri e combattimenti.

A riprova del drammatico quadro, la presenza di molto sangue ormai secco su pareti e pavimenti, forse conseguenza dell’avviamento degli esemplari alla lotta sanguinaria. Un quinto cane è stato purtroppo recuperato morto all’interno di un sacco della spazzatura, mentre un altro esemplare avrebbe potuto subire la stessa sorte se l’intervento di salvataggio non fosse stato tempestivo. L’animale, succube dell’incuria e dell’abbandono, presentava segni inequivocabili di deperimento fisico e di violenza emotiva, quindi costretto al freddo e agli stenti.

La presenza di un settimo esemplare di Pit bull in buone condizioni e munito di microchip ha permesso l’individuazione del proprietario il quale ha confermato di aver utilizzato lo spazio solo come rifugio, non potendo accogliere l’animale in casa. Quindi nonostante la notifica delle contestazioni amministrative l’uomo ha potuto recuperare lo stesso.

Sul posto è giunto un secondo uomo che si è dichiarato proprietario di uno dei cani legati a catena e, per questo, gli è stata notificata la sanzione amministrativa per la mancata iscrizione nel registro canino, quindi è stato denunciato a piede libero per il reato di maltrattamenti di animali. Gli spazi sono stati quindi posti sotto sequestro, i cani affidati al canile municipale mentre le indagini hanno preso il via nella speranza di poter individuare il traffico clandestino legato ai presunti combattimenti illegali.

4 febbraio 2015
Fonte:
Lascia un commento