Clonare il proprio cane è l’ultima mania della Corea del Sud, nazione sempre all’avanguardia in fatto di tecnologie e nuovi trend. E sebbene i prezzi non siano propriamente abbordabili, circa 100.000 dollari a procedura, sono già molti i clienti in lista d’attesa. Ma da dove nasce questa mania e perché potrebbe essere fuorviante per gli amanti degli animali?

Si è parlato spesso del fenomeno della clonazione canina, anche in relazione a un concorso di qualche mese fa condotto nel Regno Unito. Lo scopo è quello di ottenere un animale esteticamente identico al cane già in possesso, così da rendere meno doloroso il momento dell’addio finale. Una scelta che ha però grosse implicazioni, non solo economiche, ma anche dal punto di vista dell’efficacia: il cucciolo che se ne ricaverà, infatti, presenterà le stesse fattezze fisiche del tanto amato quadrupede, ma non di certo il medesimo carattere.

Sooam Biotetch Research Foundation si occupa della clonazione di Fido sin dal 2006, sebbene solo in tempi recenti questa possibilità sia diventata un boom. Sono già 400 i cani già clonati, con tecniche simili alla famosa pecora Dolly: il materiale genetico del cane originario viene trasferito in un ovulo di una donatrice, quindi impiantato nell’utero di una cagnolina fattrice.

Come già accennato, gli esperti che si occupano di questa procedura spiegano come si possa ottenere un cane estremamente simile al compianto amico, ma mai perfettamente uguale. Per i Dalmata, ad esempio, la tecnologia non ha ancora permesso di ottenere due esemplari dalla stessa distribuzione di macchie sul corpo. E per le altre razze, più facili da mimetizzare, rimane comunque l’ostacolo insormontabile delle diversità caratteriali.

Da un lato la pratica di questa società sudcoreana è importante dal punto di vista scientifico, poiché si stanno raccogliendo dei dati che saranno utili per progetti di clonazione più ampi, quali la conservazione di specie in via d’estinzione. Dall’altro, però, alimenta le polemiche: considerando come si ottenga un animale dall’indole diversa rispetto a quella desiderata, non sarebbe allora più indicato adottare un nuovo esemplare fra i tanti rinchiusi in canili e rifugi?

16 dicembre 2014
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