La cecità nel cane non è un’eventualità rara: la sopraggiunta anzianità, la cataratta, il diabete e i più svariati incidenti possono influire sulla vista dell’animale. La perdita di un senso così importante per il quadrupede, tuttavia, ne limita fortemente le capacità di movimento: il cane potrebbe non orientarsi, potrebbe cadere dalle scale o ferirsi sbattendo contro una parete. Una nuova invenzione, tuttavia, promette di incrementare la qualità della vita degli amici a quattro zampe ciechi.

Si chiama Muffin’s Halo e non è nient’altro che una sorta di casco – un’aureola, così come suggerisce il nome – che funge da barriera tra il cane e gli ostacoli presenti sul suo percorso. Quando in direzione di una parete o un mobile, ad esempio, una barra in plastica entra in contatto con l’ostacolo prima che l’animale possa ferirsi, consentendogli di aggiustare rapidamente il percorso.

Il dispositivo è stato creato nel 2012 da Silvie Bordeaux, una proprietaria statunitense che si è ritrovata a dover gestire la cecità del suo barboncino. Il cane, feritosi diverse volte e finito dal veterinario per l’ingestione accidentale di oggetti, aveva bisogno di monitoraggio continuo. Così la proprietà ha creato il sopracitato casco, l’aureola con tanto di ali decorative, in materiale leggero e sicuro, poiché fissato al corpo del cane tramite una comoda pettorina. Già dal primo giorno, per il cucciolo è stata una vera e propria rivoluzione: l’animale percepisce gli ostacoli prima di scontrarvici e ha ritrovato la capacità di orientarsi nello spazio, pur privato della vista.

In Europa il dispositivo ha ottenuto attenzione sulla stampa grazie alla vicenda di Basil, un mix di razza Corgi salvato nel Regno Unito dal rifugio West Yorkshire Dog Rescue. Scovato dimagrito, affamato e completamente cieco, i volontari che l’han preso in cura si sono domandati come garantirgli un futuro sereno, nonostante la cecità, data anche la giovane età. Trovato in Rete il casco, hanno effettuato un test: per l’animale è stata una rinascita, così come conferma l’attuale famiglia adottiva. Pur rimanendo un prodotto commerciale, volontari e la stessa ideatrice vogliono raccogliere dei fondi per donare degli esemplari a rifugi e canili negli USA, dove i cani senza vista vengono frequentemente soppressi poiché mai adottati.

9 luglio 2014
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