Cani e cancro: cosa fare

Il cancro è un malattia che può colpire anche il cane di affezione, in particolare dopo i dieci anni, quindi in età adulta. È una patologia che incide sul benessere del quadrupede rivelandosi spesso mortale, ma se presa per tempo e curata può essere sconfitta o rallentata adeguatamente. Il cancro spaventa e terrorizza: la scoperta della sua venuta avviene solitamente in modo casuale, per questo è importante condurre Fido dal veterinario per effettuare controlli di routine costanti. Nella maggioranza dei casi l’individuazione risulta durante la prima fase della malattia, una scoperta precoce, che consente di effettuare accertamenti e avviare cicli specifici di cure. L’impatto delle stesse è sicuramente forte ma lievemente meno faticoso rispetto a quello umano, i peli si assottigliano senza cadere e i sintomi risultano meno evidenti.

Sintomi e visite

Il cancro è una malattia silente che si palesa attraverso sintomi specifici come la comparsa di noduli e protuberanze, quindi una diminuzione dell’interesse verso il cibo, letargia e scarsa mobilità, mantello opaco e stressato, difficoltà a urinare, diminuzione del peso, cambiamenti comportamentali e nervosismo. I sintomi sono vari e comuni ad altre malattie o situazioni, per questo è importante permettere al veterinario di effettuare un controllo completo così da stabilire una diagnosi precisa che possa certificare o escludere la presenza del cancro. Le tipologie sono tante e diverse mentre alcuni cani possono risultare predisposte per questa malattia, perciò è importante effettuare controlli frequenti e accurati.

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Consulto e tipologia di cure

Cane veterinario

Una volta certificata la presenza della patologia, ma solo in caso di dubbio, è bene effettuare un altro consulto presso un secondo veterinario. È molto difficile che una diagnosi possa risultare errata ma una seconda visita potrebbe aiutare il proprietario, mettendolo a conoscenza di una serie di cure, trattamenti e costi differenti in base alla specializzazione dello stesso. Più dati si possono recuperare maggiore sarà la conoscenza della terapia da intraprendere, i costi, le possibilità di dilazionare i pagamenti e le eventuali alternative.

Atteggiamento

L’atteggiamento del proprietario è importante: non deve cambiare ma risultare se possibile inalterato. Il cane avverte le variazioni di umore e la tristezza, per questo è importante affrontare la malattia con piglio positivo e ottimista. Non dovrà cambiare neppure la routine quotidiana, abitudini giornaliere che lo aiutano a ridurre ansia e stress. Con un occhio di riguardo per le sue esigenze e le manifestazioni di dolore che spesso si accompagnano a zoppia, un comportamento più riservato, ombroso e riluttante al contatto. Non è bene forzare una risposta ma piuttosto assecondare i tempi di Fido, avendo cura di tenerlo al caldo e di farlo sentire protetto.

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Dieta

Cane

La dieta incide positivamente sulla cura: nonostante il cane possa mostrare un netto rifiuto verso il cibo, è importante che si idrati con costanza. Via libera a brodi di carne o verdura, accompagnati da prodotti sani e di prima qualità. Modificare l’alimentazione potrebbe favorire uno stile di vita più sano, lontano da additivi e prodotti troppo trattati favorendo l’appetito e la salute. Una scelta da mettere in atto anche durante la fase della remissione, una proposta utile a garantire benessere e salute.

Tempo di qualità

A dispetto della gravità della condizione, il cancro potrebbe spingere il proprietario a stilare una lista di cose da fare insieme a Fido, una serie di attività e divertimenti sempre rimandati. È tempo di metterli in pratica così da realizzare tutti i sogni nel cassetto del proprio amico del cuore, rendendo più piacevole la fase di cura. Ma nel caso la malattia non volesse cedere il passo alla guarigione, il proprietario dovrà rendere piacevole e serena l’ultima parte del percorso del cane, garantendogli un giaciglio comodo, riparato e provvedendo senza timore alle sue esigenze fisiologiche. Consultando approfonditamente il veterinario per lenire il suo dolore o, se dovesse giungere il momento dell’addio, accompagnarlo verso il ponte dell’arcobaleno dopo aver trascorso con lui un momento di intimità, dedicato ai saluti finali e ai ringraziamenti per il cammino intrapreso insieme.

28 febbraio 2018
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