Accudire un cane fa bene alla salute, anche in tenera età. Non solo perché l’amico a quattro zampe costringe a una più frequente e migliore attività fisica, tra passeggiate al parco e corse fra i prati, e non solo per il migliore umore che la presenza di un animale scodinzolante può garantire. Uno studio svedese, pubblicato sulla rivista JAMA Pediatrics, svela infatti come la presenza del cane riduca il rischio di asma e allergie nei bambini.

Lo studio ha analizzato gli stili di vita e le condizioni di salute di oltre 700.000 bambini svedesi, nati tra il gennaio del 2001 e il dicembre del 2010, scoprendo come la presenza di un cane nel primo anno di vita possa ridurre di circa il 15% le possibilità di sviluppare asma. La ricerca è stata possibile grazie alla grande organizzazione delle istituzioni di svedesi, sia in tema di nuove nascite che di registro degli animali domestici: quando viene al mondo un nuovo bimbo in Svezia, infatti, viene assegnato un numero identificativo univoco, a cui nel tempo vengono associate la storia medica, le eventuali cure farmacologiche e molto altro. Questo ha permesso di verificare le condizioni di salute dei bambini sul lungo periodo.

Così come riporta NewsWeek, la relazione tra riduzione dell’asma e presenza del cane potrebbe essere spiegata con la cosiddetta ipotesi igienica, ovvero la relazione che potrebbe sussistere tra la permanenza in ambienti eccessivamente puliti e il rischio di sviluppare allergie. Semplificando, la ridotta esposizione ad alcune sostanze dall’elevato potenziale allergenico in tenera età, potrebbe rendere difficile la normalizzazione delle stesse da parte del corpo, scatenando quindi una reazione di difesa. La stessa relazione sembra essere confermata anche dagli studi sul “farming effect”, ovvero sulla minore frequenza di asma e allergie fra gli individui cresciuti nelle fattorie: un’analisi su 39 studi effettuati nel corso degli anni, spiega come i bambini che vengono esposti sin da piccoli agli animali d’allevamento vedano una riduzione sensibile del rischio di sviluppare asma, a seconda delle fasce d’età.

Naturalmente, i risultati e le evidenze statistiche della ricerca valgono sull’insieme delle condizioni di salute dei bambini analizzati, mentre non indagano il singolo caso, anche perché allergie e problemi respiratori possono derivare da cause multiple, anche svincolate dal possesso di un animale domestico. Così come spiega la ricercatrice Tove Fall, a capo della ricerca, lo studio può però servire per ridurre le preoccupazioni dei neogenitori in merito all’accudimento di un amico a quattro zampe, pur sempre affidandosi alle indicazioni del proprio pediatra.

5 novembre 2015
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