La curiosità dei cani e la loro ingordigia è ben nota_ questo li spinge a ricercare cibo o avanzi ovunque, finendo per ingerire sostanze non adatte alla loro salute. Secondo alcune stime del Kennel Club e della Veterinary Poisons Information Service, solo nel Regno Unito dal 2010 al 2014 circa 56.000 sarebbero stati vittima di avvelenamento causale, quindi trattati e curati urgentemente presso un centro veterinario. Non solo sostanze tossiche come detersivi, liquidi infiammabili e diluenti, ma anche cibi e pietanze adatte all’alimentazione umana ma vietati per quella canina. Il più classico dei veleni è il cioccolato, ma anche ciò che si porta in tavola magari cucinato con salse e sughi non adatti all’intestino del cane.

Risulterebbe più utile non cedere alle sue richieste e agli occhi languidi, così da evitargli problemi e patologie molto più gravi che possono evolvere dall’intossicazione alla morte in pochi passi. Anche medicinali, profumi e trucchi risultano pericolosi per il cane, come ad esempio gli antidolorifici spesso a portata di mano e quindi facilmente assimilabili. Tra le cause più ovvie di avvelenamento anche l’ingestione di animali trattati con veleno, ad esempio scarafaggi e topi, oppure le stesse esche posizionate per eliminarli. Mentre cibi come l’uva classica o l’uvetta, cipolla, porri, aglio oltre a mozziconi di sigarette lasciati incustoditi nel portacenere appaiono intriganti per il cane. Lo stesso discorso vale per caramelle, gomme da masticare, bevande alcoliche e non, tutte vietate e altamente letali.

Indispensabile evitare che il cane acceda a tutto ciò che possa ledere la sua salute, posizionando cibi e sostanze ad altezza di sicurezza o all’interno di mobili inaccessibili. Quindi evitare di fornire al proprio amico ciò che si gusta nel piatto, per non acconsentire ad abitudini errate e pericolose. I cibi destinati all’uomo spesso sono cucinati in modo troppo elaborato per lo stomaco di un cane, che difficilmente riesce a sintetizzare correttamente le proprietà e i nutrimenti. Piuttosto agevolando patologie e intossicazioni che possono condurlo a sintomi come vomito, diarrea fino all’avvelenamento e alla formazione di diabete, anemie e patologie molto gravi, fino alla morte.

10 aprile 2015
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