In un periodo di crescenti minacce terroristiche, le autorità cercano nuove strade per identificare ordigni potenzialmente letali prima che vengano azionati. Speciali unità cinofile già da diverso tempo controllano stazioni e aeroporti nella gran parte delle città occidentali, per scovare con largo anticipo delle bombe e permettere, così, agli esperti di disinnescarle. Un progetto statunitense, tuttavia, promette di rendere questa essenziale funzione di controllo e monitoraggio ancora più efficace: i cani saranno in grado di riconoscere anche elementi esplosivi singoli, prima ancora che vengano utilizzati per costruire ordigni.

Il progetto nasce dalla TSA, la Transportation Security Administration a stelle e strisce, in questo periodo impegnata in uno speciale training per cani dall’olfatto davvero efficiente. Questi animali, infatti, stanno imparando a riconoscere e differenziare i vari elementi chimici che possono essere utilizzati per la costruzione di un ordigno, affinché tali composti vengano identificati e sequestrati prima ancora possano finire nelle mani di malintenzionati.

L’addestramento di questi cani dura dalle 15 alle 25 settimane: gli animali vengono sottoposti ad alcuni scenari di prova, tra cui la perlustrazione olfattiva di magazzini, aree di carico, cabine di aerei e molto altro. Questi animali possono isolare singoli componenti da gruppi molto corposi, tra cui C4, dinamite e molti altri. Al momento, sono oltre 900 gli esemplari in corso di formazione presso le strutture dell’agenzia statunitense, per una prima entrata ufficiale al lavoro entro la fine del 2016. Così ha spiegato il ricercatore Clive Wynne:

Non stiamo solamente chiedendo ai cani di trovare un ago in un pagliaio. Oggi chiediamo loro di trovare qualsiasi oggetto appuntito sia presente in quel pagliaio.

I primi test starebbero fornendo degli esiti davvero incoraggianti, tanto che presto anche altre nazioni potrebbero adottare sistemi analoghi. Intercettare lo scambio di elementi chimici potenzialmente pericolosi, prima ancora che questi giungano nelle mani dei terroristi, potrebbe rappresentare una misura innovativa di prevenzione e sicurezza.

1 giugno 2016
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