Sono stati trovati legati a un albero, abbandonati nei boschi liguri di Calizzano, in località Durante. Due cani di grossa taglia hanno atteso che qualcuno giungesse in loro aiuto, richiamando l’attenzione con guaiti, versi e pianti. Nonostante la mole da simil Pit Bull, non sono riusciti a strappare le spesse corde che li ancoravano al tronco degli alberi a cui erano vincolati, ma il loro lamento è giunto fino all’orecchio di una residente di zona. La donna ha camminato fino alla loro posizione portando acqua e cibo, quindi allertando il 118 e sollecitando l’Asl per un recupero celere. Ma dal giorno del loro ritrovamento, ovvero domenica, i due animali hanno atteso invano che qualcuno venisse a salvarli.

Dopo un’altra notte nel bosco, senza nessun riparo e a rischio pericolo cinghiali, i due cani hanno trovato il supporto degli attivisti. Il malcontento ha subito acceso gli animi degli animalisti che, attraverso i social network più noti, hanno chiesto l’aiuto del sindaco Pierangelo Olivieri. Il Comune è stato preso d’assalto con telefonate e richieste, tanto da spingere il Primo Cittadino a inviare un vigile sul posto. L’uomo si è quindi inoltrato nel bosco per individuare l’esatta locazione dei due quadrupedi che, nonostante la stazza, l’hanno accolto con entusiasmo e gioia implorando coccole e attenzioni.

Non è chiara la dinamica che ha coinvolto l’Asl e le sue reali intenzioni, ma il sindaco è fermamente deciso a districare la questione. Dopo la verifica del chip è stata individuata la proprietaria, una donna che ha subito da poco uno sfratto e abita a poca distanza dal bosco del ritrovamento. L’obiettivo è quello di verificare le sue reali intenzioni in merito, nel frattempo i due animali sono ospiti di una struttura provvisoria. Nonostante non vi sia un canile convenzionato il Comune può usufruire di uno spazio dove accogliere i due cani, come già accaduto in passato con altri quadrupedi.

6 luglio 2016
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I vostri commenti
gabry, domenica 10 luglio 2016 alle8:10 ha scritto: rispondi »

Chi fa questi atti contro i propri cani non è degno di vivere.

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