Sola, abbandonata, senza il supporto della madre e completamente cieca: così è stata rintracciata Lily. Seduta accanto a un albero all’interno di un parco nazionale in Australia, totalmente spaventata dal buio che la circondava a causa della sua cecità. La piccola, un esemplare di canguro arboricolo o degli alberi, è stata tratta in salvo perché probabilmente orfana. Ma anche perché attaccata con violenza da un cane, condizione che le aveva provocato una ferita a una zampa con relativa frattura e slogatura della caviglia. Lily, intercettata nel 2013, è giunta presso l’associazione Tree Roo Rescue che si occupa della cura di questi animali così delicati, dall’andatura lenta e traballante.

Spesso al centro di attacchi da parte di animali selvatici e cani di proprietà, questi esemplari diventano prede facili e delicate. Karen Coombes, direttore del centro, si è occupata di sanare le ferite e l’infezione alla caviglia, ma principalmente di calmare il terrore di Lily nei confronti del mondo. Spaventata e traumatizzata dalla solitudine, dall’attacco violento e dalla cecità, la piccola faticava a fidarsi. Impossibilitata a rientrare nel suo habitat a causa della sua disabilità, è divenuta parte integrante del rifugio, dove vive con altri canguri in difficoltà.

Per favorirne un inserimento graduale e sereno lo staff ha creato un ambiente comodo e protetto, aiutandola a nutrirsi sin dai primissimi giorni di degenza. Ma anche accogliendola tra le braccia per impedire sforzi alla zampa, situazione che la piccola ha gradito subito sentendosi al sicuro. Lentamente Lily ha concesso fiducia ai suoi custodi, rilassandosi tra le loro braccia e sollecitando carezze e coccole. Con il tempo ha trovato forza e sicurezza per esplorare gli ambienti del rifugio, quindi le zone verdi della struttura. Dopo tre anni di vita al centro Lily ha imparato a interagire durante il giorno con i suoi simili, aspettando con ansia la sera per ricevere abbracci e affetto dai guardiani. Un abbraccio sincero si è rivelata la cura migliore per spazzare via un passato di sofferenza.

25 maggio 2016
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