Fra gli animali che vivono nel continente australe, il canguro è di certo il più famoso. Conosciuto in tutto il mondo per la sua simpatica andatura a balzelli, questo esemplare è anche noto per la sua incredibile forza, nonché per il marsupio delle femmine, dove vengono accuditi i piccoli. Ma quali sono le sue caratteristiche principali?

Prima di cominciare, va però sottolineato come non esista una sola specie di canguro: sono infatti ben 60 le varietà, alcune di stazza molto contenuta, altre invece ben più imponenti. Le più comuni sono quelle del canguro rosso e del canguro grigio.

Scheda completa

Per canguro si intendono ben 60 specie di animali, appartenenti alla famiglia dei macropodidi, dell’ordine dei marsupiali. Il nome scientifico deriva dal greco “macropus” e fa riferimento ai grandi piedi di cui questi animali sono dotati. Quello comune, invece, deriva dall’inglese “kangaroo”, derivato quest’ultimo da “gangurru”, nella lingua autoctona del Queensland.

La tante specie di canguro possono variare da un solo chilo di peso, come nel caso del canguro lepre, oppure fino ai 90 chili degli esemplari comunemente intesi. Il corpo è ben sviluppato e molto muscoloso, con degli arti posteriori molto più sviluppati rispetto a quelli anteriori: una peculiarità, questa, che garantisce all’animale la possibilità di saltare a lungo e per distanze ben nutrite. Le zampe anteriori, tuttavia, prevedono cinque dita che permettono all’animale, seppur con qualche limitazione, un blando potere prensile. La coda è molto lunga, muscolosa e solida, mentre la testa è solitamente di piccole dimensioni e caratterizzata da grandi orecchie. Particolare davvero unico è quello delle femmine che, a livello dell’addome, prevedono un’apposita tasca marsupiale. Questo perché, a differenza di altri mammiferi, i canguri non completano la crescita all’interno dell’utero della madre prima della nascita, bensì nel suo marsupio, dove rimangono appesi alle mammelle interne per circa tre mesi. La dentatura, infine, è composta da quattro incisivi.

Il canguro, la cui attività è perlopiù notturna, può scegliere due modalità diverse per spostarsi sulle grandi e bollenti radure dell’Australia e della Nuova Guinea. La prima, prevede un andamento quadrupede, con la coda che striscia sul pavimento aiutando il passo e mantenendo l’equilibrio. La seconda in posizione semi-eretta e a grandi balzi, che permette al canguro di raggiungere velocità anche di 50 chilometri all’ora. Questa velocità permette agli animali di sfuggire senza troppo sforzo ai predatori grazie alle sviluppatissime zampe posteriori. Queste ultime, tuttavia, sono impiegate anche nelle battaglie territoriali e nei corteggiamenti amorosi, quando i canguri possono arrivare a calciarsi reciprocamente, anche con spettacolari coreografie aeree.

La longevità del canguro grigio e di quello rosso è di circa 15 anni in libertà, mentre in cattività può raggiungere tranquillamente i 28-30 anni.

8 agosto 2016
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