Cane visita il proprietario detenuto in carcere

Si chiama Caterina ed è uno splendido esemplare di American Staffordshire, il primo a varcare la soglia di un carcere. L’evento inconsueto è avvenuto all’istituto penitenziario Dozza di Bologna, in concomitanza della Festa della famiglie. Un’occasione unica mai accaduta in un carcere italiano, che traccia una nuova via alternativa per il recupero detentivo.

È un’apertura importante, non solo fisica ma principalmente emotiva e mentale. Ricongiungere due esseri legati da un affetto indissolubile, può garantire un miglioramento dell’umore. Oltre a proiettare il detenuto verso un percorso di reinserimento positivo in società, proprio per velocizzare il momento di ricongiungimento con il proprio cane.

L’occasione di incontro, nata durante la Festa della Famiglia, inserisce e riconosce di fatto anche il cane come affetto e membro del nucleo familiare. E di conseguenza gli consente il diritto di incontro con il proprio detenuto. Del resto la separazione è vissuta negativamente dall’animale, che si sente abbandonato e tradito.

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Nonostante in questo caso il detenuto avesse affidato Caterina alle cure della sua ragazza, l’incontro è stato straziante per entrambi. Ricongiungersi è stato un dono incredibile, in un luogo come il carcere dove la privazione degli affetti è spesso una regola.

Il merito va ai legali del giovane, i quali avevano presentato l’istanza in base al grande legame affettivo che da anni li lega. Interessante anche l’argomentazione fornita dal Magistrato di Sorveglianza di Vercelli, in un’altra occasione molto simile (decreto 24/10/2006 Est. Lo Piccolo). Vista la necessità di coltivale i rapporti affettivi, il Magistrato aveva attribuito al cane la soggettività di membro della famiglia. Annullando di fatto la categoria specie ma inserendolo nel nucleo familiare.

28 novembre 2012
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